Un centinaio di persone alla manifestazione a Rivarolo Canavese ieri sera, in corso Torino, contro il possibile rinnovo delle concessioni della centrale a biomassa dell'ex Vallesusa per i prossimi quindici anni. Una manifestazione promossa dall'associazione Non bruciamoci il futuro dopo che la conferenza dei servizi in Città metropolitana, il mese scorso, ha di fatto garantito il suo via libera all'impianto termoelettrico gestito dai francesi di Engie. Per il momento dalla Città metropolitana, politicamente parlando, non si è ancora espresso nessuno. 
 
«Siamo in attesa di poter verificare dalla nuova Presidenza della Città Metropolitana (Chiara Appendino) un importante segnale di discontinuità, con maggiore attenzione all'impatto ambientale costituito dal bruciare enormi quantità di biomasse in mezzo ad una città come Rivarolo», fanno sapere dall'associazione ambientalista. «Il sindaco di Rivarolo, ritenendo giustamente insufficienti le sole promesse della Società, ha chiesto il rinvio dell'autorizzazione sino a quando si potranno vedere realizzati concretamente tutti gli interventi a sanatoria delle attuali inadempienze. Di diverso avviso i funzionari della Città Metropolitana, che confortati da Arpa, hanno poi indotto il sindaco a dover esprimere il suo parere negativo». 
 
La manifestazione è stata organizzata per portare in piazza tutta l'indignazione maturata in questi mesi. Le istanze del territorio, infatti, non sono state prese in considerazione dalla Città metropolitana che è l'ente che ha ereditato dalla provincia di Torino la competenza in materia. «Lo abbiamo detto all'inizio di questa oscura vicenda e lo ribadiamo ancora - aggiungono dall'associazione rivarolese - vogliamo chiare garanzie sul materiale che viene bruciato e certezza su quello che veramente esce dal camino».
 
«Come possiamo fidarci quando viene a mancare la trasparenza, la collaborazione e l'affidabilità da parte della società che gestisce la centrale? Ad oggi non siamo riusciti a capire e a farci dire da dove proviene il cippato, ossia luogo di origine e non da dove viene acquistato», dichiara il Presidente del comitato civico, che continua: «Anche se molti tra cittadini e istituzioni ci reputano dei rompiscatole e forse tecnicamente impreparati, noi la pensiamo diversamente e siamo fieri di ciò, non ci demoralizzeremo mai e continueremo a fare del nostro meglio per tenere alta l'attenzione».

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