Con la campagna elettorale ormai nel vivo, l'amministrazione uscente di Rivarolo entra a gamba tesa su uno degli sfidanti del sindaco Rostagno. L'attesa richiesta danni all'ex primo cittadino Fabrizio Bertot per i debiti di Rivarolo Futura, annunciata a più riprese e poi a lungo congelata durante la legislatura, si è concretizzata ieri mattina quando la giunta di palazzo Lomellini ha dato mandato ai legali di procedere. L'obiettivo è ottenere il risarcimento di almeno 150 mila euro, la somma che il Comune ha sborsato per chiudere la partita con Unicredit leasing che, oltre al conguaglio economico, si è portata via anche il teatro e l'area expo di Rivarolo. La banca ne è uscita vittoriosa, il Comune un po' meno.

Da qui la richiesta danni all'ex sindaco che con la famosa lettera di patronage aveva garantito per la società Rivarolo Futura (poi fallita a causa del crack dell'Asa). Una garanzia che ha portato il Comune a rispondere in prima battuta del leasing mai pagato dalla propria società controllata. Un pasticcio che si è protratto nel tempo nelle aule di tribunale.

La motivazione per procedere contro Bertot è stata richiamata anche nella delibera di giunta: «Il revisore dei conti già nel 2016 invitava, “l’ente a procedere civilmente alla chiamata in causa del precedente sindaco a fronte di un atto del tutto illegittimo, quale impegno unilateralmente deciso dal medesimo del rilascio di una lettera di “patronage” rilasciata ad Unicredit Leasing impegnando de facto il Comune senza aver formalizzato nemmeno in giunta il proprio intendimento».

Due le azioni del Comune. Una alla Corte dei conti e l'altra attraverso la diffida del legale, «mediante una distinta iniziativa di carattere stragiudiziale in ambito civilistico quanto meno per interrompere la prescrizione». Un po' di benzina sulla campagna elettorale.

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