Sono terminati i lavori di pulizia e restauro della facciata dell’asilo Maurizio Farina di Rivarolo Canavese. Il palazzo ottocentesco, già sede del primo asilo aportiano del Piemonte, fondato dall'allora sindaco della città, Maurizio Farina, che oggi ospita due sezioni di scuola dell’infanzia, ha subito un importante opera di restauro, di recupero e di messa in sicurezza. I lavori sono terminati nei giorni scorsi. Lo storico palazzo comunale è così ritornato al suo antico splendore.

Prima del 1837, negli Stati Sardi esistevano già asili per l'infanzia, come quello istituito a Torino nel 1836 dalla marchesa di Barolo, ma la loro funzione era esclusivamente quella di custodire i bambini. L'abate Ferrante Aporti teorizzava invece la nascita di Istituti che avessero anche un fine educativo e istruttivo, e iniziative di questo genere erano mal viste dal Governo come eccessivamente progressiste. È il Farina che all'inizio del 1838, essendo sindaco di Rivarolo Canavese e quindi massima autorità anche in fatto di pubblica sicurezza, si prende la responsabilità di fondare il primo Asilo aportiano "in gran segreto", cioè senza darne avviso al questore di Torino (come avrebbe dovuto) e informandone solo ufficiosamente il Marchese di Saluzzo, allora Governatore dei Reali Principi. Scrive Giovanni Donna d'Oldenico, che il Farina "andava egli stesso in giro nelle povere case a prendersi i ragazzi per condurli all'istituto, sborsando denaro per vincere la riluttanza e la superstizione naturale e quella artificialmente creata nel volgo dagli avversari alla nuova istituzione".

Grazie alla mediazione del Marchese di Saluzzo, il Governo si decide ad accettare il fatto compiuto, e nel mese di luglio di quello stesso anno la cosa viene sancita ufficialmente dalla visita a Rivarolo Canavese di una delegazione di appartenenti all'alta società piemontese guidata da Camillo Cavour, che il 3 agosto firmano una istanza al Re Carlo Alberto per caldeggiare la nascita di altri consimili Istituti: che in effetti non tardano a nascere, a Torino come in altri Comuni del Piemonte. Una lapide posta sulla facciata della casa della famiglia Farina, nel centro storico di Rivarolo, ricorda tuttora questi avvenimenti (testo storico tratto da Wikipedia).

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