Allarme sugli «sforamenti» dei parametri di legge da parte della centrale a biomassa di Rivarolo Canavese. Li segnala l'associazione «Non bruciamoci il futuro». «Ben cinque sono state le violazioni dei limiti di legge accumulate nei primi sei mesi del 2018 dalla centrale a biomasse di Rivarolo - fanno sapere dall'associazione ambientalista - COx (Ossido di carbonio); COT (Carbonio Organico Totale); PLV (Polveri)».

L'associazione sottolinea che «destano inoltre allarme le lunghissime fasi di transizione al di sotto della temperatura di 850 gradi, fasi nelle quali non vengono rispettati i limiti, sebbene siano le più delicate a causa della possibile formazione di diossine». Tra il 26 aprile e il 9 giugno 2018, riferisce sempre l'associazione di Rivarolo, periodo in cui la centrale non ha funzionato regolarmente, sono state accumulate 200 ore transitorie tra accensione e spegnimento.

«Di tale problematica, e non è la prima volta, abbiamo nuovamente interpellato gli Enti preposti», aggiungono da Non Bruciamoci il Futuro. Per approfondimenti è possibile consultare i dati della centrale direttamente sul sito della città di Rivarolo (www.rivarolocanavese.it) alla voce amministrazione trasparente.

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