La centrale a biomassa dell'ex Vallesusa, gestita dai francesi del colosso «Engie» tramite la controllata «Sipea», continuerà a funzionare per i prossimi quindici anni. Fine delle discussioni. Lo ha stabilito la Città metropolitana rinnovando la concessione dell'impianto fino al 2031. Sconfitto il Comune di Rivarolo Canavese che, tramite il sindaco Alberto Rostagno, si era opposto al rinnovo delle concessioni. Come previsto, il suo parere è contato meno di zero. Anzi, la Città metropolitana ha specificato che «durante le riunioni della Conferenza dei Servizi tenutesi il 17/02/2016 e il 16/06/2016 sono stati acquisiti i pareri di tutti i soggetti intervenuti. Le riserve rappresentate dal Comune di Rivarolo Canavese in conferenza dei servizi possono ritenersi superate alla luce delle considerazioni riportate in premessa, in particolare da quanto espresso da Arpa Piemonte».

Anche l'elezione del neo sindaco metropolitano, Chiara Appendino, non ha modificato le sorti della decisione. L'associazione Non Bruciamoci il Futuro aveva auspicato, alla luce del successo elettorale a Torino, un rinnovato interesse verso l'ambiente e la salute dei cittadini. Purtroppo non c'è stato il miracolo: la Appendino è appena arrivata e, soprattutto, più che una decisione politica, questa è sembrata una decisione tecnica, affidata ai funzionari. Di fatto le neo sindaca difficilmente avrebbe potuto realmente intervenire. Niente miracolo, quindi, e come già avvenuto in passato, nessuna considerazione per le (legittime) preoccupazioni espresse dai rivarolesi anche tramite il sindaco. La centrale, dal 15 ottobre, dovrà anche fornire calore per la rete cittadina del teleriscaldamento, oltre all'energia elettrica che già produce da anni.

La Città metropolitana (come già annunciato, a dirla tutta, un mese e mezzo fa) ha quindi prorogato la vita della centrale a biomassa del Vallesusa, garantendo l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera e l'autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali in pubblica fognatura, in accordo con il parere espresso dalla Smat. Insomma, tutti gli enti si sono trovati d'accordo a concedere il rinnovo delle autorizzazioni (eccezion fatta per il Comune). Contro la determinazione è possibile presentare ricorso al Tar o, in alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Potrebbe essere davvero l'ultima spiaggia. 

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