La conferenza dei servizi per il rinnovo delle concessioni alla centrale a biomassa di Rivarolo Canavese non è stata ancora convocata. Dopo il nulla di fatto dello scorso mese di febbraio, l'autorizzazione è ancora in stand-by. Per il momento, comunque, l'impianto è regolarmente in funzione. Anzi, dal tre marzo, così come l'azienda francese Engie ha comunicato al Comune di Rivarolo, la maxi-caldaia del Vallesusa è stata collegata anche alla rete del teleriscaldamento della città, andando incontro a una delle richieste che la Città metropolitana, a febbraio, aveva ribadito. Dopo tre anni, l'impianto genera anche calore per le case di Rivarolo collegate alla rete che fu della vecchia Asa.
 
«La Città metropolitana ha chiesto alla Sipea diversi accorgimenti oltre all'allacciamento con la rete del teleriscaldamento - dice il presidente dell'associazione Non bruciamoci il futuro, Gianluigi Perona - abbassare l'emissione di polveri, predisporre dei piani di abbattimento degli ossidi di azoto e dell'impatto acustico, una garanzia finanziaria per il ripristino dei luogi qualora la società dismettesse l'impianto». Al momento, a front di tante richieste, pare abbia trovato una risposta positiva solo quella dell'allacciamento al teleriscaldamento. «E' stata attivata anche una caldaia a metano, la cosiddetta caldaia di backup - proseguono dall'associazione - abbiamo scritto a Città metropolitana e Arpa per chiedere delle verifiche. Vogliamo essere certi che il calore venga prodotto bruciando il cippato. Per ora non è arrivata nessuna risposta».
 
Sabato mattina, proprio sotto la ciminiera, l'associazione ha snocciolato alcune preoccupazioni sul funzionamento della centrale a biomassa. «Manca la trasparenza sui dati delle emissioni - dice Gianni Fragale - in tre anni sono state effettuate 90 fasi di accensione e spegnimento. Si tratta di fasi molto delicate per le emissioni dal momento che, per legge, non ci sono limiti da rispettare. Infatti dando un'occhiata ai dati orari pubblicati sul sito del Comune, sono emersi diversi sforamenti con valori degli inquinanti che sono fuori scala». L'associazione, appena la Città metropolitana riconvocherà la conferenza dei servizi, insisterà molto su questo punto chiedendo interventi a tutela della salute dei cittadini.

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