Scontro sulla "trasparenza" nel corso dell'ultimo consiglio comunale di Rivarolo. L'esponente della minoranza, Marina Vittone, capogruppo di "Rivarolo Sostenibile", ha fatto presente al sindaco che una parte degli impegni sottoscritti in campagna elettorale con l'associazione Libera, in tema di trasparenza amministrativa, sono stati disattesi. «Sul sito internet del Comune, ad esempio, non c'è l'anagrafe degli eletti - ha detto la Vittone - e nemmeno molti dati dei consiglieri e dell'amministrazione che dovrebbero essere resi pubblici. Almeno per una questione di onestà rispetto a quanto annunciato in campagna elettorale».

Il presidio Libera di Cuorgnè propose ai tutti i candidati a sindaco della città di Rivarolo l'adozione di un apposito protocollo, il «Protocollo L6», per garantire un'amministrazione trasparente e volta al coinvolgimento della cittadinanza. In quell'occasione firmarono tutti i candidati a sindaco meno Martino Zucco Chinà di Riparolium. «A Leini l'amministrazione ha aderito a questo protocollo - ha sottolineato ancora la Vittone - ma loro tutti i dati richiesti li hanno già pubblicati da un pezzo sul sito internet del Comune». Il sindaco Alberto Rostagno si è detto stupito della presa di posizione del consigliere di minoranza: «A differenza di Leini il nostro è un Comune sotto i 15 mila abitanti, quindi i paragoni non valgono. Per loro è un obbligo di legge inserire quei dati sul sito. Al momento tutti i dati obbligatori sono stati inseriti anche sul nostro portale».

E sull'adesione alla piattaforma di Libera, Rostagno ha precisato che, di recente, c'è stato un incontro con l'associazione. «Abbiamo stabilito delle scadenze per ottemperare alla piattaforma. Però, sia chiaro, non c'è nessun obbligo. Se qualche consigliere non vuole dare il consenso alla pubblicazione dei dati personali, non possiamo obbligare nessuno. Serve la liberatoria di tutto per creare l'anagrafe degli eletti».

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