Nessun allarme inquinamento nel torrente Orco secondo gli accertamenti del Comune di Rivarolo Canavese, effettuati dopo la segnalazione dell'associazione ambientalista «Non bruciamoci il futuro». Sono stati effettuati anche alcuni sopralluoghi da parte della Smat. «Attorno al castello Malgrà c'è sempre stato un fosso che partiva dalla stazione e veniva utilizzato per irrigare i campi tra il castello stesso e il torrente Orco - spiega l'assessore all'ambiente, Edo Gaetano - quel fosso è stato intubato e coperto già prima dei lavori per la circonvallazione. Non si tratta di uno sfiato della fognatura ma di un fosso irriguo, come hanno confermato i tecnici della Smat. Gran parte dell'acqua arriva dalla roggia che passa sotto Rivarolo ma è possibile che qualche fossa Imhoff, che scarica nella roggia, finisca in quel canale. Nulla di illecito, sia chiaro, anche se in un periodo secco come questo c'è il rischio che l'acqua assuma una colorazione anomala e possano sprigionarsi degli odori non piacevoli».

Secondo il Comune, tra l'altro, il tubo non scaricherebbe direttamente nelle acque del torrente Orco, ma in una zona a riva del corso d'acqua dove, tramite la fitodepurazione (naturale) il contenuto del fosso viene filtrato da sabbia e vegetazione. Il tutto prima di finire nell'Orco. «Quando è stata realizzata la circonvallazione è stato lasciato questo tubo che, appositamente, non scarica nel torrente ma, uscendo dalla massicciata, scarica in una zona umida che è una base di fitodepurazione. Non si tratta di una scelta casuale: quando è stato realizzato il progetto era prevista una zona di ristagno dell'acqua, in modo da depurarla naturalmente prima che finisse nel torrente. L'unico problema potrebbe essere la presenza di metalli pesanti che, però, possiamo escludere». Per l'assessore all'ambiente si tratta quindi di un «falso allarme, oltretutto giunto con una trentina d'anni di ritardo».

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