RIVAROLO CANAVESE - Bilancio del Comune approvato a maggioranza, lunedi, al termine di un Consiglio comunale che avrebbe potuto durare fino a notte fonda. Poco dopo mezzanotte e mezza, invece, il presidente Ferdinando Ricciardi, esaurito l'ordine del giorno, ha mandato tutti a casa. I 160 emendamenti al bilancio presentati dal consigliere di minoranza Fabrizio Bertot, infatti, sono stati quasi tutti ritirati senza discussione. Tre, in realtà, sono stati «tagliati» perchè considerati inammissibili. Solo quattro sono stati votati. A quel punto, infatti, Bertot ha sottolineato di aver raggiunto il proprio obiettivo: «Dimostrare l'attaccamento di questa amministrazione nei confronti del denaro più di quanto non lo sia nei confronti della città». 

Andiamo con ordine: Bertot ha presentato 160 emendamenti con i quali ha invitato sindaco e giunta a rinunciare al proprio stipendio. Un risparmio di 90 mila euro (euro più, euro meno). «Senza incidere sulla fiscalità dei cittadini - ha detto Bertot - abbiamo trovato delle risorse nel bilancio che ci permetono di finanziare progetti scolastici, interventi per finalità sociali e manutenzioni ordinarie delle strade». Il sindaco Alberto Rostagno se l'è presa per l'ostruzionismo: lecito quanto irritante. «Resteremo qui ad oltranza per respingere tutti gli emendamenti. Se il consigliere Bertot pensa di fiaccarci si sbaglia di grosso». E sul proprio stipendio la risposta è stata netta: «Io quei soldi li uso per pagarmi gli avvocati perchè non sono coperto dall'amministrazione comunale. Non intasco nemmeno un euro e uguale faranno i colleghi della giunta».

Il tono si è fatto sempre più acceso: «State facendo una battaglia per difendere la giunta più costosa della storia di Rivarolo - ha sottolineato Bertot - c'è una crisi clamorosa, la più grave del dopoguerra, e questa amministrazione aggiunge un asessore, il sindaco incassa l'indennità che prima non prendeva, si è fatto inserire il trattamento di fine rapporto e ha anche preso una staffista a carico del bilancio dell'ente. Tutte cose lecite, per carità, ma inopportune dal punto di vista politico in questo delicato momento. Ho preso atto della violenza verbale del sindaco e dell'accanimento con il quale la maggioranza difende le prerogative della giunta più costosa della storia. Ritiro gli emendamenti perchè ho dimostrato l'attaccamento di questa amministrazione nei confronti del denaro. Volevo vedere fino a che punto sareste stati capaci di difendere i vostri interessi».

D'altro avviso il capogruppo di maggioranza, Lorenzo Vacca: «Le indennità di carica non sono una vergogna. Fare politica, anche in Comune, non è volontariato. Quell'indennità magari serve per sostenere delle famiglie e per qualcuno è necessaria. Si tratta di un mezzo democratico che permette a chiunque di fare politica a prescindere dalle disponbilità economiche». Il consigliere di «Rivarolo Sostenibile», Marina Vittone, ha pero sottolineato: «E' vero che la politica locale non è volontariato ma abbiamo il dovere di contribuire a ridurre la spesa pubblica in questo delicato momento. Noi avevamo già chiesto un dimezzamento delle indennità come segnale di buona volontà».

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