Si è parlato (ancora una volta) dell'ex cotonificio Vallesusa nel corso dell'ultimo consiglio comunale di Rivarolo Canavese. E, in particolare, di tutta l'area che il Comune, per chiudere il contenzioso con Unicredit Leasing, ha ceduto alla banca, perdendo, in una botta sola, teatro, area expo, museo delle auto, sede del Vespa Club e quant'altro. Per l'attuale amministrazione non c'erano molte altre vie d'uscita: «Abbiamo ereditato questa situazione dall'amministrazione Bertot», hanno ribadito in consiglio comunale sindaco Rostagno e assessori. Situazione aggravata dal crack dell'Asa e dal conseguente fallimento della società controllata «Rivarolo Futura». Nessuno può mettere in dubbio le responsabilità altrui. Ma, come in consiglio è emerso ripetutamente, e come il consigliere Domenico Rosboch (in teoria ancora in maggioranza) ha sottolineato, «si poteva proseguire nel contenzioso giudiziario e trovare altre soluzioni per evitare di perdere tutto il complesso oltretutto pagando dei soldi alla banca».

Per chiudere la partita, infatti, il Comune ha lasciato per sempre quei locali sborsando centinaia di migliaia di euro. 150mila in prima battuta. Ma il consigliere Marina Vittone ha rivelato che, con tutta probabilità, quel conto non è veritiero. «Considerato che alla firma del leasing Rivarolo Futura aveva versato il primo canone di mezzo milione di euro - spiega l'esponente di Rivarolo Sostenibile - che in forza della nuova scrittura privata Rivarolo futura verserà 300 mila euro e il Comune di Rivarolo 150mila, ricordando che Rivarolo futura è partecipata dal Comune al 51%, pare politicamente corretto dedurre e verosimile ipotizzare che il Comune, al termine di questa transazione, avrà versato il 51% di € 500.000,00 della prima rata del leasing, cioè € 255.000,00; il 51% di € 300.000,00 della quota a saldo stralcio di Rivarolo Futura, cioè € 153.000,00; € 150.000,00 della propria quota a saldo stralcio».

Il totale ammonta quindi a 558 mila euro ai quali il consigliere Vittone ha sommato i soldi dei cittadini spesi per pagare gli avvocati che hanno seguito il Comune. «Un totale di 602 mila euro che potrebbe configurarsi come danno erariale per il Comune di Rivarolo, a fronte del fatto che sono stati spesi soldi pubblici per l’acquisto e la ristrutturazione di un immobile, tramite contratto di leasing e tramite Società partecipata, che avrebbe dovuto servire alla Città di Rivarolo come Centro fieristico e teatro, che oggi invece viene restituito alla banca». Senza contare il danno d'immagine subito dalla città. «Il Comune si trova oggi con un pugno di mosche in mano», ha sentenziato il consigliere di minoranza.

«La condanna di primo grado era ben più pesante per le casse del Comune - ha ribatutto il sindaco Alberto Rostagno - in ogni caso abbiamo risparmiato delle belle somme a favore della città». E sulla possibilità di chiedere un risarcimento a chi ha generato questo "buco", ovvero l'allora sindaco Fabrizio Bertot, il sindaco di è detto possibilista: «Ma sarà la Corte dei Conti, a breve, a dirci come procedere».

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