Torna a farsi sentire l'associazione «Non bruciamoci il futuro» che nei giorni scorsi ha incontrato il sindaco di Rivarolo Canavese, Alberto Rostagno. «Pressoché impotenti assistiamo troppo spesso a molteplici casi di tumore tra le persone che ci sono vicine e pur non disponendo di dati certi, si ha la sensazione che siano in costante aumento - dicono dall'associazione - per tale motivo, mercoledì 10 gennaio, una delegazione dell'Associazione ha incontrato il sindaco di Rivarolo chiedendogli di intervenire presso l'ASL-TO4 affinché fornisca dati certi sull'argomento; il sindaco ha assicurato che si adopererà in tal senso».

L'associazione ha ribadito la necessità di una centralina fissa di monitoraggio inquinanti sul territorio, per la quale, pur essendo condivisa, mancano le risorse economiche. Inoltre, per ridurre l'inquinamento dell'aria ed aumentare la sicurezza stradale, l'associazione stessa ha ribadito la necessità di una circonvallazione che permetta di evitare l'attraversamento dell'abitato. «Perché si sviluppano i tumori? Come sappiamo, le cause possono essere molteplici: tipologia di lavoro, stili di vita, predisposizione genetica. Di sicuro incide la qualità dell'aria che respiriamo: gli inquinanti presenti nelle emissioni intervengono direttamente sulla salute umana, si accumulano nel nostro organismo, depositandosi nell'acqua e sul cibo che ingeriamo».

L'associazione ha espresso il suo apprezzamento per la recente ordinanza del sindaco di Rivarolo Canavese che ha adottato le misure minime stabilite dalla Regione Piemonte per migliorare la qualità dell'aria. Più precisamente l'obbligo di utilizzare per le stufe a pellets esclusivamente legno vergine e certificato e il divieto, per tutto il 2018, di bruciare materiale vegetale all'aperto. «Finalmente si "scopre" che la combustione di biomasse, purtroppo dopo averla incentivata, è fonte primaria di inquinamento dell'aria che respiriamo - dicono dall'associazione Non bruciamoci il futuro - a tal proposito, ricordiamo che in Rivarolo è collocata una grande stufa (nella foto) che brucia ogni giorno 210 tonnellate di biomasse sulle quali permangono dubbi circa la natura e luogo di provenienza».

Galleria fotografica

Articoli correlati