Il Francoprovenzale materia di insegnamento a scuola per volere del Comune. L'amministrazione è convinta che soltanto proseguendo in questa direzione si possa seriamente parlare di tutela e valorizzazione del bilinguismo di minoranza: «Non potevamo accontentarci di partecipare a un progetto provinciale di salvaguardia del patrimonio linguistico organizzando una o due serate di animazione all’anno. Oggi il mantenimento del francoprovenzale è appeso a un filo, partire dalla scuola ci sembrava l’unico strumento in grado di salvarlo e di proiettarlo al futuro», spiega il sindaco Danilo Crosasso.

«Altre comunità di minoranza hanno intrapreso questo percorso da tempo. Le difficoltà che stiamo incontrando sono le stesse che abbiamo letto in numerosi report, ad esempio dei ladini della Val di Fassa», gli fanno eco la maestra Martina e Mauro Durbano dello sportello linguistico. «Se oggi nelle piccole scuole di montagna di queste valli si è fatto un po’ di francoprovenzale lo dobbiamo all’impegno dell’associazione Effepi nel credere ogni anno nel concorso scolastico – racconta il sindaco, che conclude - con questa Delibera il Comune di Ronco Canavese si è impegnato ad andare oltre, dando piena applicazione a quanto riporta l’articolo 4 della 482/99: abbiamo quindi definito che la nostra lingua debba avere piena dignità e possa essere materia d’insegnamento scolastica, stabile, strutturata e didatticamente valida a definire i percorsi formativi di questi alunni di montagna».

E se è appurato che l’apprendimento del francoprovenzale non influisce negativamente sulla formazione linguistica dei bambini, da Ronco e da questa pluriclasse parte una sfida che vede nel mantenimento delle scuole di montagna
e nell’erogazione di una didattica sempre più di qualità lo strumento con il quale pensare al futuro di queste comunità.

Galleria fotografica

Articoli correlati