SAN GIUSTO CANAVESE - Sono più di 280, tra immobili e alberghi, le strutture individuate che potrebbero essere destinate all’accoglienza di chi sta fuggendo dagli orrori della guerra scoppiata in Ucraina. A darne notizia è stato il direttore dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, il prefetto Bruno Corda. Affermazioni che fanno seguito al censimento avviato su indicazione del Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, delle strutture gestite dall’Agenzia da destinare in tempi brevi, anche in via temporanea, all’accoglienza dei profughi ucraini.

Tra questi ci potrebbe essere anche la villa confiscata a San Giusto Canavese al narcotrafficante Nicola Assisi. Il bene, intitolato lo scorso luglio alla mesagnese Marcella Di Levrano, è stato affidato alla cooperativa Progest che è al lavoro per trasformarlo in un centro per lo svolgimento di attività a favore delle persone diversamente abili.

La casa, come ha spiegato la sindaca sangiustese, Giosi Boggio, è di proprietà di Città Metropolitana, ma è attualmente libera e pronta ad ospitare una decina di persone. La stessa prima cittadina aveva segnalato alla Prefettura la possibilità di utilizzare la struttura per dare accoglienza a chi sta fuggendo dall’Ucraina posta sotto assedio delle forze armate russe. Un’ipotesi che ha trovato il «beneplacet» anche della cooperativa  Progest, che è in contatto con il Prefetto per valutare la possibilità di destinare a tale scopo anche un appartamento sangiustese che già in passato ospitava i migranti, pur non rientrando tra quelli confiscati alla mafia.

Galleria fotografica

Articoli correlati