Galleria fotografica

SAN MAURIZIO CANAVESE - Nella giornata di mercoledì 16 luglio ha fatto molto discutere, a San Maurizio Canavese, nel corso dell’ultimo consiglio comunale il caso dello scuolabus. In particolare, l’assessore a istruzione e comunicazione istituzionale, Giulia Gobetto, ha sottolineato una serie di criticità che riguardano l’uso distorto dei social media. Nello specifico alcuni messaggi pubblicati nei gruppi che si occupano della vita cittadina hanno sollevato una serie di problematiche, mettendo in difficoltà il Comune stesso nella conclusione dell’iter per l’assegnazione del servizio.

Come ha sottolineato l’assessore Giulia Gobetto durante la seduta del parlamentino locale: «I social network possono costituire, all'interno di una comunità, una preziosa fonte di divulgazione e di confronto, ma invito tutti quanti a utilizzarli con correttezza e a non per diffondere ad arte notizie false». A dare inizio alla discussione era un’istanza presentata dalla consigliera Laura Cargnino, coordinatrice del gruppo di SiAmo San Maurizio, in merito al servizio scuolabus per l’anno scolastico a venire. Essendo la gara d’appalto per l’affidamento del servizio ancora in corso, l’assessore Gobetto ha chiarito di non poter discutere l’istanza, invitando i cittadini a riflettere sull’uso scorretto che viene fatto dei social media, in particolare nel caso della diffusione volontaria di informazioni false, nelle scorse settimane, per mano di un utente non identificabile. Queste fake news, secondo la maggioranza consiliare, hanno generato confusione fra alcuni genitori degli alunni, portando ad un clima di incertezza e preoccupazione. L’assessore ha evidenziato come un cittadino, che aveva risposto a queste false notizie fornendo corrette informazioni, sia stato bombardato da ulteriori messaggi fuorvianti, facendo intendere ben altre intenzioni rispetto a quelle di un genitore preoccupato.

«Come assessore con delega all'Istruzione in una giunta che in questi anni ha sempre dimostrato la massima attenzione alle esigenze delle famiglie e ai servizi scolastici – continua Giulia Gobetto – nonché come assessore con delega alla comunicazione istituzionale, vorrei rilevare e condannare l'utilizzo scorretto e vergognoso dei social che qualcuno con un profilo finto ha fatto in queste settimane diffondendo notizie grossolanamente false in merito alla questione scuolabus e alimentando una polemica che evidentemente aveva ben altre intenzioni. Insieme all’amministrazione comunale precedente – ha continuato l'assessore Gobetto – sono stata tra i primi sostenitori della creazione della pagina Facebook istituzionale del Comune. Questo perché credo nel valore divulgativo e immediato dei social, a patto però che vengano utilizzati per lo scopo corretto: informare e comunicare in modo chiaro e ufficiale. E questo è ciò che facciamo attraverso l'utilizzo dei canali di comunicazione istituzionale del Comune, dall'ufficio stampa al sito internet fino appunto ai social. Come amministratori, utilizziamo i social anche a titolo personale, ma tendenzialmente non interveniamo nelle discussioni che nascono nelle chat o nei gruppi privati, proprio perché non sono quelli i canali ufficiali. Poi naturalmente ciascuno di noi stessi amministratori, in quanto privato cittadino, è libero di intervenire se e nel modo in cui lo ritiene necessario, magari per correggere informazioni distorte o placare toni eccessivi. Questa volta però abbiamo assistito alla diffusione di messaggi provenienti da profili anonimi o da pseudonimi, messaggi evidentemente mirati a creare polemiche e a veicolare informazioni scorrette. Li ho letti personalmente, così come ho visto che un cittadino è intervenuto con puntualità e precisione, fornendo i dati corretti. Questo stesso cittadino, però, è stato a sua volta bersaglio di ulteriori commenti falsi e pretestuosi e ciò mi ha fatto capire che dietro quei messaggi non c’era la preoccupazione genuina di un genitore, ma ben altro intento. Perché un genitore davvero interessato avrebbe trovato già la risposta nel primo commento ben documentato. Ricordo che la diffusione di informazioni false, calunniose o fuorvianti può costituire reato e comportare gravi conseguenze legali. Rivolgo quindi un messaggio diretto a chi con tanto fervore e poca aderenza ai fatti ha scritto tra le altre cose (cito testualmente): “Dovrei candidarmi io, vincere e sciogliere tutte le vecchie risorse comunali, in pratica fare con voi come voi fate con gli altri”. Ebbene, sono lieta di sapere che ci sono cittadini intenzionati a mettersi in gioco alle prossime elezioni comunali. Faccio però notare che in quel caso, per candidarsi, non potrebbero nascondersi dietro un nome falso ma dovrebbero metterci la faccia, come hanno il coraggio di fare tutti coloro che desiderano rendersi credibili. Invito dunque il cittadino in questione a prendere appuntamento: sarò felice di rispondere a qualsiasi suo dubbio o domanda, ma a viso aperto e in un confronto civile e trasparente».

A seguito delle importanti considerazioni dell’assessore Gobetto, la consigliera Laura Cargnino, di professione avvocato, ha sottolineato la gravità di compiere un gesto come quello di diffondere informazioni false, rimarcando le ripercussioni legali che possono derivare da un’azione simile. «Ringrazio la consigliera Cargnino per la comprensione e per il suo intervento, frutto di un'importante esperienza professionale. – conclude Giulia Gobetto – Mi auguro che davvero tutti quanti imparino a fare dei social network un uso sempre più corretto e responsabile».