SCARMAGNO - Al pari della realizzazione dell’impianto Gigafactory-Italvolt nell’ex sito Olivetti di Scarmagno, porre attenzione alla sicurezza. Si tratta di un tema importante per FNS Cisl Torino, che ha evidenziato come sia necessario l’avvio di un progetto strategico d'analisi del rischio correlato che sia specifico per chi si occupa di soccorso tecnico urgente.

«L’incendio di una batteria al litio è oggi tra i temi più caldi del settore antincendio per l'altissima energia sprigionata e per i gas tra i più tossici che libera, nonché per il difficoltoso processo di estinzione – spiega Andrea Di Giorgio, esperto di Sostanze Pericolose e collaboratore tecnico di FNS Cisl – Aspetto che rende ancor più rischioso un evento in spazi confinati. E’ fondamentale essere preparati e conoscere le misure da adottare in caso di incidente con auto elettriche coinvolte o tra stoccaggi di  batterie, soprattutto dovessero accadere in autorimesse, officine, depositi, gallerie stradali».

«La realizzazione della più grande Gigafactory d’Europa a Scarmagno e Romano – commenta Luigi Ambrosio, segretario territoriale FNS Cisl Torino – porterà alla produzione di batteria a ioni di litio nel 2024. Il tutto impiegando fino a 3mila dipendenti su una superficie di 1 milione di metri quadri nell'ex sito Olivetti. Con l’avvio della produzione, si ipotizza che in ingresso e in uscita dal territorio canavesano si avrà un esponenziale incremento dei trasporti con merci pericolose classificate ADR classe 9 con i relativi e potenziali rischi d’incendio ed esplosione derivanti da tali tecnologie. A questo si aggiunge l’aumento del traffico veicolare privato nelle aree citate ed il rischio del sito che sarà inquadrato attraverso procedure di Prevenzione Incendi».

Non c’è tempo da perdere, soprattutto in un’area come la nostra dove il soccorso tecnico urgente va implementato da tempo: «I vigili del fuoco volontari sono un preziosissimo valore aggiunto, non certamente in sostituzione dei professionisti permanenti ma in supporto: questo è un tema molto delicato su cui porre attenzione rispetto ai rischi derivanti dalla transizione tecnologica ecologica - aggiugnono da FNS Cisl di Torino - I soccorritori dovranno essere dotati di tutte le attrezzature idonee necessarie per poter operare in piena sicurezza ed essere formati e preparati ad affrontare i rischi che possono derivare in caso di incendio di una batteria al litio».

«Serve la promozione di eventi formativi specifici – aggiunge Andrea Di Giorgio – Sono necessari acquisti mirati e puntuali di nuovi automezzi ed attrezzature per il soccorso tecnico, il sostanziale potenziamento del nucleo regionale Nbcr, ed il deciso aumento delle dotazioni organiche a servizio nelle sedi». «Bisognerebbe attuare una riconsiderazione strategica dei distaccamenti permanenti per il dispositivo di soccorso nell’area Torino Nord-Canavese – conclude Luigi Ambrosio– Per evitare di lasciare delle zone di territorio scoperte, servirebbero due nuovi distaccamenti permanenti già ipotizzati da tempo: a Ciriè e a Chivasso, dove, tra l’altro ci sono i grandi poli dell’Asl To4. Questo ci permetterebbe di “chiudere” in sicurezza l’area dove sorgerà la Gigafactory, intervenendo in modo puntuale ed efficace in caso di incidenti».

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