CALUSO - Sulla realizzazione del deposito nazionale delle scorie nucleari arriva da Roma un'apertura al dialogo e, soprattutto, la disponibilità ad allungare i tempi. Lo ha affermato ieri il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, a fronte delle polemiche arrivate dai territori «papabili», tra i quali figura anche il Canavese con la zona Caluso, Mazzè, Rondissone. 

In un'audizione parlamentare Costa ha spiegato che appoggerebbe un emendamento per allungare i tempi di confronto. Secondo le attuali normative, infatti, i territori scelti hanno 60 giorni di tempo per depositare osservazioni e chiedere chiarimenti. 

Costa ha chiarito di non aver fatto «altro che applicare e desecretare qualcosa previsto da una legge del 2010, un passaggio meramente tecnico». L'idea è quella di posticipare l'esame della lista dei siti idonei di almeno sei mesi. «Assumerò l'impegno a presentare un emendamento al decreto Milleproroghe per posticipare l'esame - ha annunciato Erika Mazzetti, deputata di Forza Italia - per un confronto ampio possibile». La procedura prima della scelta finale, comunque, andrà avanti per almeno tre anni fra consultazioni e osservazioni. Ovvio che il Canavese dovrà farsi trovare pronto se vorrà evitare la nomination. 

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