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SPARONE - Con delibera approvata dal Consiglio comunale lo scorso 25 giugno, il Comune di Sparone ha deciso di abbandonare l'Unione Montana Gran Paradiso e di passare all'Unione Montana Valli Orco e Soana.

Si tratta di una decisone destinata a far discutere politicamente, visto che proprio Sparone, insieme a Locana, Alpette e Ribordone, era stato tra i fondatori nel 2013 del sodalizio. Sono diverse le motivazioni che hanno portato l'amministrazione comunale di Sparone, guidata dalla sindaca Anna Bonino, ad uscire dall'Unione. Nella delibera si parla soprattutto di mancata collaborazione: «Da tempo c'è mancanza di un imprescindibile spirito di condivisione di strategie basate sul principio di solidarietà montana e di sussidiarietà inter pares, percependo piuttosto in molteplici occasioni l’assenza di quel presupposto di “pari dignità” che dovrebbe stare alla base di ogni rapporto tra i Comuni aderenti, quale che sia la dimensione o la capacità economico-finanziaria di ciascuno».

Dall'esecutivo di Sparone di evidenziano: «viceversa atteggiamenti di indifferenza o, peggio, di “competizione” contrari al principio di omogeneità territoriale, quali ad esempio: politiche di drenaggio della popolazione scolastica dal territorio di Sparone a vantaggio di plessi di più alta valle, che minano la sopravvivenza dei servizi educativi locali; gestione del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane con applicazione pedissequa dei criteri di riparto regionali, dichiaratamente non vincolanti per la successiva ridistribuzione nei vari territori comunali e sulle varie linee di intervento previste, che spesso si rivelano non razionali e adeguati alle necessità del territorio complessivo e che penalizzano i Comuni con minore popolazione ed estensione territoriale; esercizio teorico e non fattivo di funzioni fondamentali associate, anche recentemente conferite (o riconfermate) allo scopo di ottenere il reinserimento dell’Unione nella Carta delle Forme Associative a seguito della nota esclusione da parte di Regione Piemonte per mancanza dei necessari requisiti».

Pesa, secondo Sparone, una «scarsa volontà di condividere organizzazione, risorse umane e strumentali in funzioni strategiche di governo e cura del territorio comune, su tutte la Protezione Civile che, dopo lunghe trattative e proposte di adozione di un Piano unionale, promosse proprio dal comune di Sparone, non ha trovato unanime adesione». Nella scelta ha inciso poi, spiegano da Sparone, il fatto che «da ultimo, ma non per importanza, il comune ha più volte incoraggiato tentativi di ricomposizione d’area, auspicando la riunificazione territoriale della ex Comunità Montana, anche per ragioni meramente geografiche e di contiguità territoriale, senza tuttavia riscontrare tangibili convergenze di intenti tra i Comuni associati».

Contestualmente, l'amministrazione comunale di Sparone ha richiesto di aderire all’Unione Montana Valli Orco e Soana: «Sia per la necessità, stante la normativa regionale in materia di FOSMIT, di essere parte di una unione montana, sia per la già sperimentata e proficua collaborazione con la stessa Unione e con il comune di Pont Canavese relativamente alla condivisione di personale dipendente, sia ancora per la volontà politica di dare un segnale concreto nella direzione della riunificazione territoriale attraverso l’adesione all’Unione che ad oggi annovera il maggior numero di Comuni della ex Comunità Montana».