Monsignor Edoardo Cerrato, vescovo di Ivrea, ha risposto alle polemiche degli ultimi giorni sul trasferimento di don Luca dalla parrocchia di Spineto affidando un comunicato alle colonne del Risveglio Popolare, il settimanale della diocesi eporediese. Il vescovo non solo difende il suo operato ma risponde piccato all'intervento del Senatore della Lega, Cesare Pianasso, che l'altro giorno era sceso in campo per criticare l'operato della diocesi eporediese.

Il vescovo si dichiara stupito del fatto che, in una questione relativa all’organizzazione interna della Diocesi, e che non ha quindi nulla a che fare con la politica, sia un parlamentare della Repubblica ad intervenire. «La scelta di allontanare don Luca di cui si parla non è affatto un provvedimento punitivo - dice monsignor Cerrato - chi conosce le cose, sa che la nomina di un amministratore parrocchiale non è per un tempo definito ma per quel periodo di tempo che il vescovo ritiene opportuno in considerazione della vita di tutta la diocesi. Sarebbe conveniente usare correttamente i termini; e onesto informarsi se non li si conosce».

Monsignor Cerrato conferma che la decisione di assegnare la parrocchia di Spineto, insieme a quella di Sant’Anna Boschi, all’arciprete di Castellamonte, don Angelo Bianchi, è stata discussa con tutti i sacerdoti della vicaria nel corso della visita pastorale. «Don Pastore stesso, non solo non oppose alcuna resistenza, ma si dichiarò d’accordo. Il criterio adottato infatti è che tutte le parrocchie site sul territorio di un Comune siano affidate ad un unico parroco».

Quanto alla valutazione del Senatore Pianasso sulla chiesa odierna alla quale «non piace chi pensa prima ai suoi parrocchiani», il vescovo dichiara di sentirsi profondamente offeso dalla «rozzezza della considerazione». Don Pastore, che conserverà le parrocchie della Valle Soana, è stato nominato membro della cappellania dell’ospedale di Ivrea, «per un servizio che chi conosce minimamente la vita della Chiesa sa di quanta utilità sia».

Cerrato conclude sottolineando che la responsabilità del trasferimento dei sacerdoti è compito «di chi ha il governo della Diocesi e su di essa e sulle sue necessità possiede uno sguardo che non può avere chi guarda dall’esterno e neppure lo può avere la singola comunità parrocchiale». Don Luca, quindi, dal primo settembre, non sarà più parroco di Spineto: «Il Vescovo si augura che queste cose don Pastore abbia detto ai parrocchiani di Spineto, con onestà e chiarezza».

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