STRAMBINELLO - Ancora nessuna novità positiva sul Ponte Preti. In Regione, all'interrogazione del consigliere Pd, Alberto Avetta, è arrivata una risposta quanto meno interlocutoria sui soldi per l'opera. «Quella dei ponti piemontesi è da tempo una vicenda surreale - dice Avetta - la Giunta regionale ha risposto all’Interrogazione urgente con la quale ho chiesto di sapere quali interlocuzioni siano in corso tra il Piemonte e Roma per ottenere la graduatoria degli interventi ammessi. È plausibile che la graduatoria sui ponti ammessi al finanziamento, predisposta dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sia ferma al ministero dell’Economia e delle Finanze: in sintesi i 66,1 milioni destinati alla Città Metropolitana di Torino per gli interventi sui ponti ci sono ancora? Tutti? Solo in parte? A questa domanda dai Ministeri romani non arrivano risposte».
Il problema è che il tempo stringe e sarà necessaria un'altra proroga per ottenere quei fondi già stanziati. Intanto il vecchio ponte continua a sostenere tutto il traffico della pedemontana. Nonostante gli oltre 100 anni di servizio. Insomma, un problema urgente che sembrava ormai risolto, in realtà, avrà bisogno di altre proroghe e, quindi, di altro tempo buttato nella spazzatura.
«Siamo a fine novembre e diventa quindi indispensabile un’ulteriore proroga del termine oggi fissato al 31 dicembre 2025 per l’aggiudicazione dei lavori - aggiunge Avetta - siamo lieti di apprendere che vi è una “costante azione di monitoraggio e sensibilizzazione nei confronti del ministero” da parte dell’assessorato regionale competente ma è chiaro che il problema sta tutto a Roma e riguarda i ministri Salvini e Giorgetti. Qui in Piemonte, al massimo, possiamo inscenare proteste a cui partecipa anche il Presidente Cirio. Facciamo nostro l’auspicio della Giunta che “gli investimenti progettati possano vedere la luce”, ma la vicenda del Ponte Preti e degli altri ponti piemontesi si è da tempo trasformata in una sceneggiata, una presa in giro per i cittadini e gli amministratori canavesani».











