Ci siamo incontrati quasi per caso alla "Casa della Resistenza" di Torino. Abbiamo parlato della guerra, della resistenza e della liberazione, di coloro che sono morti nel corso del conflitto e per la libertà - come ad esempio i conosciuti fratelli Rosselli assassinati in Francia od i meno conosciuti fratelli Longo, morti a Grugliasco il 30 aprile 1945 - e di coloro che, dopo la guerra, si sono spesi per far conoscere alle nuove generazioni che cosa era veramente successo, come Corrado Castagna di Feletto, paese messo a ferro e fuoco durante la guerra, come Traversella.

Il cavaliere Vincenzo Pino, classe 1924, si commuove al pensiero degli amici caduti sotto il fuoco nazista. L'invito alla celebrazione del 14 ottobre è cosī carico di significato che accetto immediatamente. Ci rivediamo perciò a Traversella, in una domenica di sole. Il momento è solenne. Alla presenza dei sindaci della Valchiusella, ospiti del sindaco Renza Colombatto, guidati dalla banda di Valperga e dei Cantori Salesi, dei rappresentanti di ANPI, FIAP, ANC, ANA e dell'Arma dei Carabinieri, si succedono gli interventi del Viceprefetto di Torino Roberto Dosio, del presidente della giunta regionale Nino Boeti, di Domenico Leccisotti.

E poi i ricordi di quel triste 14 ottobre 1944, quando muoiono 14 giovani partigiani, alcuni nemmeno ventenni. I ricordi del cavalier Pino e del responsabile dell'ANPI sono carichi di emozione. Ė un invito ad operare sempre per la libertà e per la democrazia. "Io non mollo, voglio ricordare a tutti il sacrificio di questi giovani di allora per i giovani di oggi", ha ricordato Pino con voce ferma, come se i suoi novantaquattro anni fossero solo un mero dato anagrafico.

E poi la posa delle corone d'alloro ai monumenti ai caduti, l'inno nazionale ed il silenzio. Finisce la manifestazione. Rimango in silenzio. Come è difficile capire per noi, figli del boom economico e del più lungo periodo di pace della storia europea, cosa hanno passato i nostri genitori o i nostri nonni. Abbiamo la possibilità di vivere in pace anche grazie al sacrificio di questi giovani morti a Traversella. Non dimentichiamoli. (P.R.)

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