CANAVESE - In sesta Commissione, presieduta da Paola Antonetto, l’assessore allo Sviluppo e promozione della montagna Marco Gallo ha svolto la relazione per l’espressione del parere consultivo in merito alla sezione del Defr e del Bilancio di previsione 2026-2028 relativo alla materia “sistema neve”. Dopo aver annunciato che proprio questa mattina vengono presentati i risultati del bando neve da 50 milioni e premesso che “i tagli subiti lo scorso anno si ripercuoteranno anche sul 2026”, l’assessore ha segnalato – tra i più significativi – l’assegnazione di 50 milioni di Fondi per lo sviluppo e coesione per la sostenibilità ambientale, la riqualificazione e la sostenibilità energetica degli impianti e delle stazioni sciistiche e il finanziamento di oltre 4,4 milioni per le imprese e di 90 mila euro per i Comuni per gli interventi previsti dalla legge regionale 2/2009, “caso quasi unico in Italia” che prevede interventi a tutela delle condizioni di sicurezza delle aree sciabili, e 3,2 milioni per quanto previsto dalla legge regionale 8/2013 per l’esercizio e la conservazione dei siti ex olimpici di Saulze d’Oulx, Sestriere e Bardonecchia.
«La Regione conferma il suo sostegno al sistema sciistico e della montagna piemontese sostenendo i progetti dei nostri Comuni e Unioni montane – dichiara Paola Antonetto, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. – Cinquanta milioni di euro di fondi FSC per tutto il Piemonte, che si traducono in progetti reali di ammodernamento degli impianti di risalita, potenziamento dell’innevamento programmato, messa in sicurezza delle strutture e maggiore efficienza energetica. Investimenti importanti sono stati riservati anche ai progetti di Comuni ed enti canavesani e delle valli di Lanzo, che riguardano non soltanto gli sport invernali, ma le potenzialità turistiche delle località interessate».
Nel dettaglio, questi i progetti presentati da Comuni e Unioni montane canavesane e delle valli di Lanzo che hanno ottenuto il finanziamento regionale:
Locana: 508mila euro per la valorizzazione del comprensorio sciistico;
Valprato Soana: 874mila e 900 euro per il progetto di riqualificazione delle aree sciabili di località Piamprato;
Unione Montana Valli di Lanzo Ceronda e Casternone: 1,92 milioni di euro per il progetto di ristrutturazione, implementazione e diversificazione delle infrastrutture e dell’offerta turistica dei comprensori sciistici di Ala di Stura e Balme;
Unione di comuni montani Valchiusella: 1 milione di euro per la riqualificazione e destagionalizzazione dell’offerta turistica della stazione di Palit nel comune di Valchiusa e Traversella.
«La Regione ha scelto di sostenere i progetti di sviluppo di tutti i territori, anche di quelli al di fuori dei circuiti turistici principali degli sport invernali: nessuno deve rimanere indietro – conclude Antonetto - Ogni euro investito sul sistema neve e sulle nostre montagne significa più servizi, più lavoro e più opportunità per chi ci vive e lavora. Di più, serve per consolidare ed anche incentivare la residenzialità nelle terre alte».
«Il contributo regionale, sostenuto dai fondi FSC, rappresenta un aiuto concreto per coprire i costi di gestione, manutenzione e adeguamento degli impianti, assicurando un’offerta sicura, accessibile e competitiva. Si tratta di un segnale importante che permette alle piccole stazioni sciistiche di continuare a operare e investire nel futuro, rafforzando il ruolo della montagna come risorsa strategica per lo sviluppo turistico, economico e sociale. Le stazioni sciistiche presenti nei territori dell’Alta Val Soana - Orco e Chiusella, e quelli delle Valli di Lanzo come Usseglio e Viù, costituiscono un patrimonio prezioso per tutta la regione: punti di riferimento per famiglie, scuole, associazioni sportive e comunità locali. Il mio impegno sarà sempre in prima linea per lo sviluppo della montagna e per garantire sostegno concreto a chi vive, lavora e crede nel futuro delle nostre valli», ha commentato il Consigliere regionale Mauro Fava al termine della conferenza stampa di presentazione degli esiti del Bando investimenti sistema neve Regione Piemonte 2025-2030 tenutasi mercoledì 3 dicembre 2025 al Grattacielo.
Soddisfatti i sindaci dei comuni beneficiari di tali contributi che, a partire dal primo cittadino di Valprato Soana, Francesco Bozzato, hanno espresso il proprio ringraziamento alla Regione: «Con questo contributo la Fraz. Piamprato si trasformerà sempre più in una meta turistica per famiglie innalzando l’offerta con spazi più funzionali per il gestore dello ski-lift, l’associazione Pianeta Neve, valorizzando le risorse e le potenzialità del territorio. Un grazie alla regione Piemonte per l’attenzione alle micro stazioni sciistiche piemontesi».
Orgogliosi dei contributi ottenuti anche i Sindaci di Valchiusa e Traversella, Maurilio Vercellio e Marco Puglisi: «Il progetto di riqualificazione dell’impianto Palit, denominato Abetina, permetterà la riapertura degli impianti di risalita che, oltre la valorizzazione di un patrimonio sito sul territorio di Valchiusa e Traversella che con le sue molteplici potenzialità sia turistiche che ambientali (si ricorda l’osservatorio Faunistico per ricerche e studi) avrà sicuramente una ricaduta su un intero territorio che non sarà solamente dove sono insediati gli impianti ma sull’intera Valchiusella. Un progetto sul quale le nostre due amministrazioni proprietarie dei territori hanno creduto in precedenza, credono e continueranno a credere per uno sviluppo sociale-economico della Valle».
D'altro avviso i consiglieri Ravinale, Cera e Marro di Avs: «Nulla come il Bando Neve chiarisce da che parte sta la Giunta Cirio: continuano a dire che mancano le risorse per tutte le prestazioni sociali, aumentano l’IRPEF ai ceti medi e poi impegnano la somma monstre di 50 milioni di Euro del FSC per investire su impianti che, a fronte del cambiamento climatico, avranno necessariamente vita breve. Ricordiamo che il Fondo per lo sviluppo e la coesione è, da definizione ufficiale, “lo strumento finanziario nazionale principale attraverso cui vengono attuate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali”. Come è possibile che la Giunta abbia deciso di utilizzarlo per lo sci mentre, per prendere solo il caso più recente, mancano i soldi per ristrutturare le case popolari al punto di arrivare alla Legge Marrone che riduce il patrimonio di alloggi a disposizione delle graduatorie? O mancano i soldi per pagare le rette alle persone anziane non autosufficienti in lista d’attesa da mesi e su cui gravano gli interi costi delle RSA?
Attendiamo di ottenere i documenti relativi all’esito del bando per verificare i progetti aggiudicatari, con particolare attenzione agli impianti a bassa quota. Come abbiamo già rilevato in relazione all’impianto di innevamento artificiale dell’Alpe di Mera, a 700 metri di altezza costato 2,5 milioni alla Regione Piemonte, continuare a sostenere in questo modo gli sport invernali ai tempi della crisi climatica senza un progetto di conversione delle economie turistiche delle nostre montagne è un investimento a perdere e con enormi costi ambientali. E che questo modello sia ormai fuori tempo massimo lo dice la stessa Arpa Piemonte: l’inverno 2024-25 sull’arco alpino piemontese ha registrato un deficit di neve fresca tra il -20% e il -40% rispetto alla media trentennale 1991-2020. Una stagione che si colloca al quarto posto per carenza di neve fresca dal 1961. Dati che confermano un trend strutturale e che rendono ancora più incomprensibile la scelta di destinare risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione a impianti che, in molte località a bassa quota, stanno già diventando economicamente e climaticamente insostenibili».











