VALLE SOANA - La Giunta dell’Unione montana Valli Orco e Soana si è impegnata ad avviare un percorso finalizzato a valutare la possibilità di realizzare una diga in Valle Soana (nella foto quella del Telessio sopra Locana). Si tratterebbe di un invaso per l’utilizzo plurimo della risorsa idrica, al fine di cogliere al meglio le opportunità che la normativa comunitaria, la legislazione nazionale e regionale mettono a disposizione in tema di energie rinnovabili, di comunità energetiche, di green economy. L’iniziativa vuole dare continuità alle attività in materia di energia già portate avanti dalla Comunità montana Valli Orco e Soana, prima dell’avvio della procedura di liquidazione, quando, tra l’altro, era stata costituita una società mista a prevalente capitale pubblico, per la gestione del ramo Energia nel settore delle fonti rinnovabili e promossa la costituzione del Consorzio forestale Reisabosc con riferimento alla valorizzazione della filiera forestale.

Precisa il presidente Marco Bonatto: «Questa proposta di sviluppo parte dai sindaci del territorio. La conformazione idrografica del bacino imbrifero dell’Orco, area orografica Soana (di cui fanno parte i territori dei comuni di Valprato Soana, Ronco Canavese, Ingria, Pont Canavese e Frassinetto) possiede caratteristiche che si prestano a valutare la possibilità di realizzare una diga. Se ne trarrebbero benefici su molteplici fronti: la potabilizzazione delle risorse idriche, vista l’imminente costruzione dell'acquedotto Valle Orco, il sostegno all’agricoltura, considerate le esigenze dei coltivatori ricompresi nel territorio dei canali Orco Ovest, Orco Est Caluso; lo sviluppo idroelettrico, in ragione della sempre maggiore necessità di energia derivata da fonti rinnovabili per la transizione energetica futura».

Nella deliberazione approvata si evidenzia che l’idea progettuale “risulta coerente con quanto indicato all’art. 4 della Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio COM del 28/05/2020 (cosiddetto “Recovery Plan”), in particolare in merito agli obiettivi generali, poiché con il ricorso alle fonti rinnovabili sosterrebbe la transizione verde, ripristinando il potenziale di crescita sostenibile del territorio ed in caso di realizzazione dell’opera, si potrà registrare una notevole ricaduta economica positiva su un’area montana svantaggiata, creando opportunità di occupazione dirette ed indirette, senza comprometterne le notevoli risorse ambientali e paesaggistiche”. 

Evidenziano i sindaci dei comuni dell’Unione montana Valli Orco e Soana: «C'è tra di noi grande unità di intenti nel fare proposte di medio lungo periodo, che guardino al futuro del nostro territorio, con l’obiettivo di valorizzare le risorse che abbiamo, adattandoci alle esigenze di un mondo che cambia, avendo come unico obiettivo il corretto sviluppo delle filiere locali nel contesto montano. Abbiamo lanciato un’idea, di cui vogliamo approfondire dal punto di vista tecnico la praticabilità, ma che rappresenta fin d’ora un’occasione da valutare per il rilancio delle nostre valli, sulla quale occorre confrontarsi con tutti i soggetti interessati e sulla quale auspichiamo si apra una discussione costruttiva». 

«E’ intenzione mia e di tutti i sindaci dell’Unione montana Valli Orco e Soana sottoporre la proposta ai vari soggetti interessati da coinvolgere, alle amministrazioni comunali del territorio, con particolare riferimento alla zona omogenea 8 della Città metropolitana di Torino, agli stessi cittadini, che saranno costantemente informati in futuro con la massima trasparenza sui vari passaggi del percorso oggi avviato», aggiunge Bonatto.

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