Scade il 28 febbraio, salvo eventuali proroghe, il termine per la presentazione delle domande per l'ottenimento di agevolazioni per gli esercenti che procedono all'ampliamento di esercizi commerciali già esistenti oppure alla riapertura di attività chiuse da almeno sei mesi, nei settori artigianato, turismo e servizi. La modulistica, scaricabile dal sito del Comune di Volpiano (www.comune.volpiano.to.it), può essere presentata esclusivamente in via telematica all'indirizzo di posta elettronica certificata protocollo@pec.comune.volpiano.to.it.
 
La misura è contenuta nel «Decreto Crescita» del 30 aprile 2019, e prevede «la concessione di agevolazioni per incoraggiare la riapertura o l'ampliamento di attività commerciali, artigianali e di servizi nei Comuni fino a 20mila abitanti», limitatamente agli esercizi di vicinato, comprese le attività di somministrazione alimenti, e alle medie strutture. Sono escluse dai benefici le attività «compro oro», le sale per scommesse o gli esercizi che detengono al loro interno apparecchi da intrattenimento. In base alla normativa, le agevolazioni consistono nell'erogazioni di contributi per l'anno nel quale avviene la riapertura o l'ampliamento e per i tre anni successivi, in rapporto «alla somma dei tributi comunali (Imu, Tari, Tasi, Icp) dovuti dall'esercente e regolarmente versati nell'anno precedente a quello nel quale è presentata la richiesta, fino al 100 per cento dell'importo».
 
Commenta Marco Sciretti, assessore al Commercio del Comune di Volpiano: «Questa norma del Decreto Crescita si va ad aggiungere alle varie agevolazioni comunali già presenti (ad esempio non si pagano gli oneri per la trasformazione ad uso commerciale) e alla volontà dell'Amministrazione di sostenere il commercio di prossimità attraverso l'erogazione di buoni spesa alle famiglie in difficoltà, un livello di tassazione sotto la media (si pensi alla Tosap), la possibilità di ampliare i locali nel centro storico, nuove iniziative di marketing territoriale e il finanziamento costante alle manifestazioni locali».

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