Il sindaco di Volpiano, Emanuele De Zuanne, ha partecipato giovedì 4 ottobre alla riunione con l'assessore all'Ambiente della Regione Piemonte Alberto Valmaggia, il direttore del settore Ambiente della Regione Piemonte Roberto Ronco, il vice sindaco della Città Metropolitana di Torino Marco Marocco e gli amministratori dei Comuni oggetto dell'«accordo di bacino padano» (che coinvolge Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto) sulle limitazioni alla circolazione dei veicoli nelle giornate con elevati livelli di inquinamento dell'aria, segnalate attraverso i «semafori antismog»; l'incontro era stato convocato per esaminare la delibera della Giunta regionale del Piemonte del 28 settembre con l'elenco dei Comuni interessati e lo schema di ordinanza da adottare a partire dal 15 ottobre.

«Come amministratori locali - sottolinea De Zuanne - abbiamo il dovere di rispettare la normativa regionale. Quello delle limitazioni al traffico, perciò, è un provvedimento che come sindaco devo adottare, ma prendo atto che il lavoro di un anno in Città Metropolitana è stato superato dall'accordo tra le regioni e trovo strano che Volpiano sia stata inserita nel contesto dell'area metropolitana di Torino nonostante non abbia le caratteristiche richieste, ovvero più di 20mila abitanti e la presenza di mezzi pubblici urbani».

«Ci adeguiamo usando il buon senso, ma il problema è che le allerte per le alte concentrazioni di PM10, con semaforo arancione o rosso, vengono misurate da centraline molto distanti dal nostro paese, ad esempio a Torino in piazza Rebaudengo, e in condizioni di traffico e spazi urbani completamente diversi; il nostro territorio è in gran parte agricolo, con prati e boschi, e siamo attraversati da due autostrade e da vie a scorrimento veloce come la circonvallazione e le provinciali. Chiederemo che venga posizionata una centralina nella nostra zona per misurare i livelli effettivi di inquinamento, da finanziarsi con i contributi per le misure antismog».

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