Il fenomeno della firma elettronica si sta ormai diffondendo sempre di più anche nel nostro Paese, al punto tale che il classico autografo è diventato obsoleto per molte realtà. Quello della convalida dei documenti d’altronde era un problema che doveva essere superato e con la pandemia si è avvertita in modo urgente la necessità di trovare una soluzione che permettesse di bypassare i limiti della classica firma autografa in presenza. Con la digitalizzazione, la risposta è arrivata proprio con la firma elettronica: un sistema di ultima generazione che consente di concludere contratti ed accordi direttamente online, anche a distanza.   

Quando parliamo di firma elettronica però è bene precisare che ne esistono varie tipologie ed è importante conoscerne le differenze, che hanno a che fare principalmente con la loro validità e sicurezza. 

Firma elettronica: cos’è e a cosa serve
La firma elettronica, in generale, non è altro che l’equivalente di quella autografa con la differenza che può essere apposta sui documenti anche a distanza, mediante strumenti digitali. Non occorre specificare a questo punto l’utilità della firma elettronica al giorno d’oggi. Siamo tutti consapevoli di quanto sia necessario, ancora oggi, firmare contratti, preventivi e documenti di varia natura. In passato era obbligatorio che la convalida avvenisse in presenza e questo comportava enormi perdite di tempo. Oggi, grazie alla firma elettronica è invece possibile apporre il proprio autografo in formato digitale anche a distanza, il che rappresenta un indubbio vantaggio. 

Le varie tipologie di firma elettronica
Abbiamo appena detto che la firma elettronica è l’equivalente di quella autografa, ma è doveroso precisare a tal proposito che esistono varie tipologie di firma elettronica, che consentono di validare documenti di livelli differenti. Possiamo sostanzialmente dire che al giorno d’oggi sono previsti vari livelli di sicurezza e che le firme elettroniche di distinguono proprio in base ad essi e alla conseguente applicazione che possono avere. Vediamo nel dettaglio quali sono le tipologie principali. 

# Firma elettronica semplice (FES)
La firma elettronica semplice (FES) è quella di base, prevede un livello di sicurezza minimo e proprio per tale motivo viene accettata solo in alcuni casi limitati. La firma elettronica semplice può essere utilizzata ad esempio per convalidare documenti interni, informative riguardanti la privacy policy o atti privati. Nella maggior parte degli altri contesti, è necessario un livello di autenticazione e riconoscimento superiore. 

# Firma elettronica OTP
La firma elettronica OTP è oggi molto diffusa perché di un livello superiore rispetto a quella semplice. Il suo impiego tuttavia rimane limitato ad alcune applicazioni: può essere utilizzata ad esempio per la convalida di preventivi, contratti, pre-contratti e documenti che prevedano un livello di rischio non eccessivamente elevato. L’autenticazione in tal caso avviene con OTP.

# Firma elettronica avanzata
La firma elettronica avanzata prevede un livello di riconoscimento ed autenticazione del firmatario superiore perché oltre all’OTP è necessario effettuare anche la verifica dell’identità. Non a caso, viene utilizzata per la convalida di documenti più seri come le polizze assicurative, i contratti di affitto, le dichiarazioni predisposte dal commercialista e via dicendo. 

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