Un lieto fine, a volte, può farsi attendere parecchio. Ed è il caso di Spaghetto che, per tornare a casa, ci ha messo sedici mesi. Ma, alla fine, grazie all'aiuto di diverse persone, è riuscito a tornare con la propria famiglia. E' una storia quasi unica quella che l'associazione Le Vibrisse Onlus di Rivarolo Canavese, nei giorni scorsi, ha affidato ai social. Spaghetto, il micino della foto, era stato smarrito in una frazione di Agliè nel gennaio 2018. «La proprietaria ci aveva contattati per un appello e lo ha cercato ovunque - spiegano le volontarie - ogni segnalazione veniva presa in considerazione ma ogni volta alla fine nulla... non era mai Spaghetto. Maschietto, sterilizzato, con il brutto vizio di salire sulle auto. Svanito nel nulla».

Poi il 15 maggio 2019, più di un anno dopo, arriva una foto: «Questo gatto si trova a Bairo, da dicembre 2018. Ci occupiamo di lui. Maschietto, sterilizzato, è molto buono e sale persino sulle macchine... per caso qualcuno lo ha smarrito?». Ed è allora che alle volontarie è venuto naturale collegare quel ritrovamento alla "fuga" di Spaghetto. Ricerca appello, confronto foto e scambio contatti: alla fine, come detto, la storia si è conclusa alla grande. Il gatto è tornato con la sua padrona, nella sua casa. Sedici mesi dopo la scomparsa.

«Da dicembre scorso era accudito da una gentile famiglia che ringraziamo con tutto il cuore: chissà prima dove è stato, quanto ha vagato, magari nel tentativo di ritrovare la sua casa. Quindi che le cose belle accadono - spiegano le volontarie rivarolesi - con il piccolo contributo di tutti accadono eccome. Gli appelli servono, le segnalazioni servono, le condivisioni servono... e la memoria non guasta».

Alessandra, la «mamma» di Spaghetto, ha risposto sui social con queste belle parole: «Sono felicissima, quasi non ci speravo più... Ringrazio con tutto il cuore le meravigliose signore che si sono prese cura di Spaghetto in questi ultimi mesi e soprattutto ringrazio le ragazze del gattile che dopo tanto tempo si sono ricordate di me. Sono ragazze meravigliose e non finirò mai di ringraziarle. È proprio vero: mai perdere le speranze. Tutti insieme possiamo fare la differenza. Grazie ancora».

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