Finisce a processo per aver sparato e ucciso un capretto. Una guardia giurata di 43 anni, R.T. residente a Chieri, rischia fino a due anni di carcere. Nel 2009, all'epoca dei fatti, lavorava in una ditta di stampaggio dell'area industriale di Busano. Il 24 maggio, imbracciato un fucile da caccia con tanto di binocolo di precisione, sale sul tetto dell'azienda per la quale lavora, spara e colpisce in testa uno degli animali di un vicino gregge, uccidendolo sul colpo. Senza motivo.
 
Il proprietario del capretto che assiste alla scena, chiama immediatamente il 112. Sul posto si precipitano i carabinieri della compagnia di Venaria. La guardia giurata scende dall'edificio e nasconde il fucile tra la vegetazione. I militari dell'Arma, però, dopo accurate ricerche, lo trovano. E' un fucile regolarmente denunciato. Scatta la denuncia dei carabinieri: la guardia finisce a processo per uccisione di animale con l’aggravante della crudeltà e dei futili motivi. Processo che, iniziato la scorsa settimana al tribunale d'Ivrea, è stato rinviato a dicembre.

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