CANAVESE - Dopo l’incidente in cui a Marentino è rimasto ferito un ciclista tredicenne, che ha trovato sulla sua strada due grossi esemplari di cinghiale, continuano a contarsi i danni causati dal mancato contenimento degli ungulati. Il vicesindaco della Città metropolitana Marocco e la consigliera Azzarà commentano l'emergenza, facendo un appello alla Regione Piemonte: «Non possiamo procedere a piani di contenimento dei cinghiali basandoci principalmente sui volontari, come i selecontrollori. Non possiamo delegare ai volontari questa che è una funzione pubblica, che deve esercitare personale di un Ente pubblico adeguatamente formato. Non ci stancheremo mai di ripeterlo in tutte le sedi: è fondamentale che la Regione Piemonte trasferisca agli Enti di area vasta le risorse per assumere nuovo personale di vigilanza faunistico-venatoria».

«Prima di pensare ad una filiera di commercializzazione della carne di cinghiale, la Giunta Cirio dovrebbe mettere in campo misure urgenti per contenere l’invasione di questi animali, che provoca gravi rischi sanitari, stradali e agricoli. Invece, ricorre esclusivamente a due strumenti, i risarcimenti e la caccia, che si sono rivelati ampiamente insufficienti e non risolutivi. Ci saremmo aspettati una riforma degli Atc e dei Ca (Ambiti Territoriali di Caccia e Comprensori Alpini), e un’iniezione di fondi per l’assunzione delle guardie faunistiche provinciali, finanziate dalla Regione. Invece, l’assessore Protopapa sembra guardare prioritariamente al cinghiale come una risorsa, mentre oggi è più che altro un problema, e anche rilevante. Bisogna abbattere i capi in eccesso prima che distruggano le colture e prima di altri incidenti. Non si può impostare una nuova filiera della carne sulla devastazione dei campi. Solo quando saremo usciti dall’emergenza si potrà pensare all’istituzione di una filiera tracciata per la commercializzazione della carne, non ora. Ora è il momento di impostare serie progettualità di contenimento. Invece, la Giunta Cirio sembrerebbe essere attenta più agli interessi commerciali di alcune categorie che al grido di aiuto che proviene dai territori», aggiunge poi Monica Canalis, vice segretaria Pd Piemonte e consigliera regionale. (ETB)

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