Gli incendi boschivi di fine ottobre hanno seriamente danneggiato la fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato e quindi della collettività? È l'interrogativo che ha spinto la Città Metropolitana a mettere in campo le competenze dei tecnici e dei funzionari dei servizi Tutela Fauna e Flora e Pianificazione e Gestione Rete Ecologica, Aree Protette e Vigilanza Ambientale, per capire quanti e quali danni possono aver subito gli animali che popolano i territori montani e pedemontani.

A partire da venerdì 10 novembre è stato effettuato un monitoraggio campione in Val di Susa,Valle dell’Orco e Val Chisone, poi esteso anche alla zona del Parco provinciale del Tre Denti-Monte Freidour. Nel frattempo è stata acquisita la cartografia digitale delle aree interessate dagli incendi, elaborata a partire da foto satellitari del Politecnico di Torino, che partecipa al programma “Copernicus” dell’Unione Europea.  

In Valle Orco, grazie alla collaborazione del personale del Comprensorio Alpino TO5 sono stati eseguiti tre transetti nelle zone montane dei Comuni di Locana, Sparone e Ribordone, ciascuno percorso da quattro operatori. Non sono state rinvenute carcasse di animali, ma sono state rilevate tracce ed è stata avvistata fauna selvatica viva. Le fiamme avevano attraversato velocemente il bosco, bruciando essenzialmente il substrato di foglie e rami secchi senza in apparenza compromettere o intaccare le piante verdi, tanto che dall'esterno non si nota quasi il passaggio del fuoco, in quanto le chiome degli alberi sono integre.

«Le operazioni - spiega la Consigliera metropolitana Elisa Pirro, delegata all'ambiente, alla tutela della fauna e della flora, ai parchi e alle aree protette - si sono svolte con la collaborazione del personale dei Comprensori Alpini di caccia TO1, TO3 e TO5, del Parco Nazionale del Gran Paradiso, del Parco regionale delle Alpi Cozie e dei Carabinieri Forestali. La Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Torino ha impegnato una quindicina di studenti del corso di Gestione delle Risorse faunistiche per affiancare gli operatori coinvolti».

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