CANAVESE - «La zecca non c'azzecca»: un titolo simpatico per un filmato realizzato dalla compagnia teatrale Le Mele Volanti in collaborazione con l’associazione ArteNa-Arte e Natura e con la Direzione Sistemi Naturali della Città Metropolitana di Torino, per fornire informazioni e consigli agli escursionisti che in questi mesi frequentano gli ambienti collinari e montani.

Nei 4 minuti di un cartone animato semplice ma efficace si impara che le zecche sono parassiti dei mammiferi tra cui gli animali selvatici e domestici e, se gli capita, anche dell'uomo. Vivono in montagna, in collina e in pianura soprattutto dove ci sono animali selvatici e domestici, come cani e pecore. Si trovano sull’erba e nella lettiera, soprattutto nei boschi, in ambienti umidi e freschi. Non saltano e non volano: aspettano il passaggio di un ospite... per il pranzo.

Le zecche di per sé non sono pericolose ma possono essere portatrici di batteri o virus nocivi per l'uomo, trasmettere malattie pericolose tra cui la borrelliosi (o malattia di lyme) e la encefalite da zecca o TBE.

Cosa fare per proteggersi? Prevenire la puntura, controllare il proprio corpo dopo le escursioni e rimuovere eventuali zecche. Per prevenire la puntura occorre indossare un abbigliamento adeguato: calzettoni e pantaloni lunghi chiari. La pelle e gli indumenti possono essere trattati con sostanze repellenti ed è buona norma non lasciare il proprio equipaggiamento (ad esempio lo zaino) a terra. Quando si torna a casa casa è bene fare una doccia per rimuovere le eventuali zecche non attaccate e controllare il corpo per verificare se qualcuna si è eventualmente attaccata, soprattutto in vita, sulle caviglie, sulle braccia, sulle gambe e sul collo. Le zecche non sono facili da individuare, perché hanno dimensioni da un millimetro a un centimetro. 

Per rimuoverle dal proprio corpo non si devono assolutamente utilizzare ghiaccio, fuoco, alcol e olio, perchè si agevolerebbe la trasmissione di eventuali malattie. Si può togliere la zecca utilizzando semplici pinzette oppure quelle apposite, afferrando la zecca ed effettuando una leggera torsione, per poi pulire l'area con disinfettanti incolore. È meglio rivolgersi ad un medico se compaiono sintomi quali arrossamenti della cute, mal di testa, febbre anche lieve, dolori articolari e muscolari, o altri disturbi. Ma la cosa migliore è prevenire la puntura della zecca, proteggendosi quando si attraversano i prati.

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