CANAVESE - Si è riunito in settimana il tavolo di discussione della Quinta commissione regionale che si occupa della tutela dell’ambiente, dell’impatto ambientale, di parchi ed aree protette presieduta dal leghista Angelo Dago. Una riunione ricca di spunti e di confronti molti dei quali sui danni causati dalla fauna selvatica, in particolare sulla presenza dei lupi e sulle conseguenze delle sempre più frequenti predazioni.

«I danni per fauna selvatica – è intervenuto il Consigliere regionale canavesano Claudio Leone – stanno costringendo le aziende agricole piemontesi a lasciare i terreni incolti, e gli allevatori ad abbandonare le attività, stravolgendo l’assetto produttivo delle zone alpine. Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare le terre alte, a garantire il futuro agroalimentare eccellenza italiana e a garantire la meraviglia del paesaggio piemontese». «La proliferazione senza freni di lupi e ibridi di canidi – ha proseguito il leghista Leone – va contenuta con metodi differenti, ricordando che sul piatto della bilancia c’è  l’equilibrio ambientale dell’ecosistema territoriale piemontese, di cui contadini e pastori sono da sempre i garanti».

«Abbiamo sancito – ha commentato il consigliere Valter Marin durante la seduta di commissione - l’importanza della prosecuzione del progetto europeo Life Wolfalps, per armonizzare la coesistenza tra i lupi e le attività umane ed economiche in montagna, ma dobbiamo guardare oltre. Al livello nazionale con il Piano lupo approdato in Conferenza Stato-Regioni dobbiamo affiancare un intenso piano di consultazioni di tutti gli stakeholder della montagna piemontese. Sarà nostro impegno nei prossimi mesi incontrare o proporre indagini conoscitive a tutti i livelli sul tema del lupo: Unioni montane, Uncem, comuni, agricoltori, allevatori, operatori turistici e soggetti economici. Vogliamo che le decisioni vengano prese da chi la montagna la vive».

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