CASTELLAMONTE - Soccorsi bloccati dalla burocrazia e dal solito rimpallo di responsabilità. Alla fine il capriolo investito sulla provinciale per Filia è morto. Quattro ore di agonia. E' successo l'altra mattina. L'automobilista che lo ha investito non si è fermato a prestare soccorso e l'animale è rimasto nel fosso agonizzante. Un residente della zona, diretto all'ospedale di Castellamonte, si è fermato a prestare aiuto al capriolo quando ha visto alcune auto ferme. Sono da poco passate le otto del mattino. «Chiamo la forestale e mi rispondono che non è di loro competenza - racconta attraverso i social - chiamo i vigili di Castellamonte ma ovviamente l'ufficio è chiuso: apre più tardi. A quel punto proseguo verso l'ospedale, effettuo l'esame che ho prenotato e alle nove richiamo la polizia locale. Un vigile gentilissimo avverte subito l'Asl e mi chiede le indicazioni sul luogo dell'investimento». 

Sembra tutto risolto. Invece le lungaggini proseguono. «Alle 10 ripercorro la provinciale e mi fermo nel luogo dell'incidente. L'animale è lì, ancora vivo. Lo accarezzo e gli dico: "ho avvertito, fra un po' verrà un umano a cercare di salvarti o ti aiuterà a non soffrire". Alle 11 scendo verso Castellamonte e il capriolo è ancora lì, raggomitolato ma vivo e occhi imploranti che solo chi ama e vive con gli animali sa cosa ti vuole dire. Alle 12 il capriolo ha girato la testa ed è morto. Nell'indifferenza degli umani che non hanno rispettato la legge e non hanno fatto nulla per tentare di salvarti. Mi spiace non essere riuscito ad evitare alla bestiola una lunga e straziante agonia». 

Qualcosa, nella catena dei soccorsi, si è inceppato. In casi come questo, infatti, entra in vigore la convenzione che la Città metropolitana ha attivato con il Canc di Grugliasco, il Centro Animali Non Convenzionali, per il salvataggio della fauna in difficoltà. Evidentemente la chiamata al Canc è arrivata troppo tardi oppure non è mai stata fatta.

Galleria fotografica

Articoli correlati