GRAN PARADISO - Fuori lo stambecco dalle specie cacciabili. Dopo le polemiche delle scorse settimane per la possibile riapertura della caccia contro il simbolo del Parco nazionale del Gran Paradiso, arriva da Roma una prima revisione della legge.
«Su sollecitazione del Ministro Francesco Lollobrigida e con l'accordo di tutte le forze di maggioranza di governo, già a partire dalla prossima seduta di Commissione sul tema lo stambecco verrà escluso dalle specie cacciabili». A darne notizia il senatore di Fratelli d'Italia, Luca De Carlo, presidente della commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione agroalimentare del Senato che si sta occupando della revisione della legge 157/92 sulla caccia.
Oggi lo stambecco è tornato a popolare molte vallate alpine italiane e rappresenta uno dei più grandi successi europei nella conservazione della fauna selvatica.
Gli esemplari maschi possono superare i 100 chilogrammi di peso e possiedono corna lunghe anche un metro. Le femmine, più piccole, vivono spesso in gruppi separati dai maschi. Durante l’estate lo stambecco sale in alta quota alla ricerca di erba fresca, mentre in inverno scende verso aree meno innevate per sopravvivere alle temperature rigide.
Lo stambecco vive principalmente nelle zone alpine del nord Italia, in particolare nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, uno dei luoghi più importanti per la sua conservazione. All’inizio del Novecento, infatti, gli esemplari rimasti erano pochissimi a causa della caccia intensiva. L'impegno dell'area protetta più antica d'Italia ha letteralmente salvato la specie.













