CANAVESE - E’ stata recentemente pubblicata la prima stima esaustiva della popolazione di lupo nelle regioni alpine italiane, ottenuta nell’ambito del monitoraggio su scala nazionale 2020/2021. La raccolta dati segnala la presenza di lupi, tra i territori citati, anche in Canavese, Valle Soana e Valchiusella.  

Rispetto agli anni precedenti, il numero relativo alla popolazione di lupo in Italia è in netto aumento. Il Piemonte è la regione in cui, su scala nazionale, è stata registrata una maggiore presenza di lupi, con ben 67 branchi in totale: probabilmente la biodiversità dei nostri territori rappresenta per questa specie animale l’ambiente ideale per la loro sopravvivenza e per il loro sviluppo, tanto da farli spostare fino a zone più basse e vicine a Torino. Durante il trascorso di questi mesi, infatti, sono stati numerosissimi gli avvistamenti dei lupi in Canavese e nelle aree adicenti: nelle campagne di Candia Canavese, nella zona collinare di Superga, nell’Eporediese, in Valchiusella e in Valle Soana.

Le attività di monitoraggio, di analisi e di elaborazione dei dati sono state coordinate dal Centro referenza grandi carnivori del Piemonte e dall’Università di Torino-Dipartimento di Scienze della vita e biologia dei sistemi, nell’ambito del progetto Life WolfAlps EU, in stretta sinergia con l'Ispra, responsabile del coordinamento su scala nazionale. Nelle regioni alpine italiane se ne stimano 946, distribuiti su una superficie pari al 37% del territorio alpestre. La densità dei branchi nella porzione montana piemontese è ormai satura, soprattutto nella provincia di Cuneo, in alcune valli di Torino e Alessandria; in aggiunta, nuove unità riproduttive si sono insediate nelle zone pedemontane e nelle zone più centrali di pianura/collina, sintomo di un’espansione della popolazione verso nuovi territori liberi, non ancora occupati stabilmente dalla specie. 

Tuttavia, questo accrescimento ha comportato diverse complicazioni per coloro i quali hanno allevamenti di bestiame o imprese di montagna. Nella zona Serra d’Ivrea, ad esempio, è stata segnalata una minor presenza di caprioli: parecchie carcasse sono infatti state ritrovate, dilaniate dall’inconfondibile morsa dei lupi.

«I dati diffusi dal progetto Life WolfAlps EU, con la prima stima dei numeri del lupo in Italia, ritengo impegnino il Ministero dell'Ambiente a definire un Piano Lupo nazionale che guardi a quello che hanno fatto altri Paesi UE come Francia e Svizzera per la difesa dal lupo degli agricoltori e delle imprese sui territori montani - afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem - serve un piano e servono investimenti per difendere e proteggere le imprese agricole e gli allevamenti di bestiame lungo Alpi e Appennini. Il Ministro Cingolani abbia coraggio, promuovendo in tempi rapidi un piano per salvare e proteggere imprese e agricoltura di montagna». 

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