Si continua a discutere dell'uccisione di un povero cervo in Valle Orco, nel territorio del Comune di Sparone. Cervo che è stato colpito e abbandonato morente da qualche bracconiere. Sull'episodio interviene anche l'ente che gestisce l'attività venatoria nella zona delle valli del Canavese. «Condanniamo con forza quanto accaduto a Sparone - dice Guiscardo Gibellini, presidente del comprensorio alpino To5 che comprende anche le valli Orco e Soana - i primi ad essere danneggiati, quando avvengono fatti di questo tipo, sono i cacciatori che rispettano le regole e che intendono l'attività venatoria in maniera assai diversa. Ci auguriamo che venga fatta piena luce sull'accaduto».

Il comprensorio alpino si occupa anche della selezione e dei numeri esatti di animali che possono essere cacciati. «Chi uccide un animale in questo modo fa un danno enorme perchè, nel caso di esemplari come i cervi, i numeri sono rigorosi. I cacciatori lo sanno bene». Il bracconiere di turno, invece, che l'altra notte ha premuto il grilletto, non è riuscito nell'intento di portare via la carcassa dell'animale. Forse disturbato ha preferito scappare.

Secondo i veterinari dell'Asl To4, che si sono occupati della rimozione del cervo, ad uccidere l'animale è stato un colpo di fucile che ha raggiunto l'esemplare (un cervo maschio adulto di oltre 150 chili) vicino al cuore. Non resta che auspicare l'identificazione del bracconiere di turno da parte delle forze dell'ordine.

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