VOLPIANO - «Con riferimento alla emergenza sanitaria ed alle disposizioni finalizzate al contrasto della diffusione del Virus Covid-19, preso atto della comunicazione della Società CITTA’ DI MESTRE pervenuta il 14 novembre, relativamente alla possibile positività di un componente del gruppo squadra, si dispone il rinvio a data da destinarsi della gara del Campionato Nazionale di Serie A2 di seguito elencata: CITTÀ DI MESTRE – L 84». Con questo comunicato, sabato mattina con la squadra già in viaggio, la Divisione Calcio a 5 ha disposto il rinvio della partita valida per la quinta giornata di campionato. 

Il presidente Lorenzo Bonaria si è sfogato sulla pagina social della squadra. «Arrivati alla quinta giornata, nel girone A di Serie A2 si sono disputate 9 gare su 30. C'è persino una squadra che non ha ancora giocato una volta. Eh si, perché basta inviare una email alla Divisione dicendo che forse un giocatore ha il Virus, per far annullare una partita. I campionati di A e di B di calcio a 5 possono continuare a giocare perché ritenuti di interesse Nazionale, come i professionisti di calcio a 11, ma non con le stesse regole: se una squadra di Serie A di calcio avesse un positivo, giocherebbe senza di lui; se una squadra di calcio a 5 avesse anche solo il dubbio che un giocatore sia positivo, può scegliere di non giocare proprio. Non importa se tu, per arrivare a Venezia in tempo per la partita, ti svegli alle 4 del mattino e ti metti in viaggio alle 6. In qualunque momento, anche 5 minuti prima dell'inizio della gara, gli avversari hanno un jolly a disposizione: “virus”. E così inverti la rotta, un'altra volta, e torni a casa. E pensare che la regione Veneto obbliga tutti gli sportivi entranti in regione ad avere certificato di negatività al virus, fatto non più di 72 ore (se ben ricordo) prima della gara».

«Noi l'abbiamo fatto, addossandomene ovviamente l’inutile costo, con sufficiente anticipo. I test rapidi danno esito in 15 minuti. Com'è che la comunicazione di rinvio della gara ci arriva alle 8,30 del giorno stesso? La Divisione non può prendersi responsabilità e in caso di dubbio rinvia sempre le partite. “Prevenzione” è la parola chiave. Ma se vuoi “prevenire” in questo modo, allora non fai prima a bloccare i campionati? A noi italiani piace così, si vede. Facciamo le regole per lasciar spazio all’inganno. Lungi da me accusare qualcuno o fare illazioni. Il mio è uno sfogo che invoca maggior attenzione, da parte di chi decide, per quello che per noi è un lavoro e non soltanto una bella passione».

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