Dopo le polemiche della scorsa settimana e il presunto caso di razzismo in campo, smentito dalle decisioni del giudice sportivo, la Mappanese, nel campionato di Terza Categoria di Torino, oggi pomeriggio è tornata in campo per il match casalingo contro il Duomo Chieri. Prima della partita i giocatori, insieme ai bimbi del settore giovanile, hanno esposto due striscioni contro il razzismo e contro la violenza. Gli striscioni, con i quali la società di Mappano spera di poter chiudere la vicenda seguita al derby con il Villaretto, sono stati autorizzati dal presidente della federazione calcio piemontese, Christian Mossino, che ha lodato l'iniziativa.
 
"Gli avvenimenti della settimana scorsa ci hanno profondamente scossi - fanno sapere dalla Mappanese - vogliamo esprimere con forza la nostra lontananza dall’accaduto, sia dal punto di vista sportivo che morale. Siamo una società sportiva che opera da oltre 50 anni nel territorio mappanese. Nel bene e nel male siamo una delle associazioni presenti che unisce la gente attorno ai valori dello sport e del comune convivere. Riteniamo che mai atti violenti possano essere compiuti per qualsiasi motivazione". 
 
L'autorizzazione della Figc alla realizzazione degli striscioni è stata accolta con favore dalla Mappanese: "Ne siamo felici perché dopo una settimana in cui siamo stati descritti come dei razzisti e violenti non era cosi scontato. Certamente la sconfessione da parte degli organi disciplinari della federazione ci rasserena". Presenti all'iniziativa anche Valter Campioni, presidente del Cim di Mappano, e l'assessore di Borgaro, Marcella Maurin. Per quanto riguarda la dinamica dell’accaduto, la società si rimette agli organi competenti. A partire dalla polizia che sta indagando sull'accaduto. "Siamo sicuri che la verità nei prossimi giorni verrà a galla. Chi ha sbagliato se ne assumerà le responsabilità. Ciò non toglie il dispiacere per il ragazzo finito all’ospedale, al quale umanamente siamo vicini. Vicinanza estesa al nostro tesserato per tutto quello che sta passando".

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