BOLLENGO - Da oggi, 19 gigantografie arredano il muro di cinta dello stadio Giacomo Gaglione di Bollengo. Raccontano, creando anche un suggestivo arredo urbano lungo via Biella, la storia di una grande tradizione del paese in campo calcistico, che ha sfornato giocatori di ottimo livello che hanno militato anche nei campionati semiprofessionistici, come Bruno Ceresa e Giampiero Stratta. Nelle immagini, che risalgono fino agli anni venti del secolo scorso, troviamo i protagonisti di quell'epoca, che con pochi mezzi e tanta passione fondarono nel 1927 l'Unione Sportiva Bollengo: furono (nomi e soprannomi) Pierino Stratta (Cantin), Chino dei Grup, Guglielmo Tapparo (Viermin Tape), Giuseppe Rossetto (Pinot Rigor), Secondo Pollono (Cundo dij Rus), Silvio Ceresa, Luigi Stratta (Gino Dosa), ed altri, i pionieri che fondarono “la Spurtiva”.

Poi vi fu una seconda generazione, con Giacomo Gaglione, Fiorino Gaida, Oriano e Bruno Gambone, Giovanni Stratta, Riccardo Rossetto, Francesco Perocchia e altri che fanno bella la storia della US Bollengo, che però, negli anni cinquanta cessa l'attività.Bisogna aspettare il 1968 per far ripartire l'avventura grazie ad un gruppo di appassionati che ricordo in Giuseppe Alberto, Secondo Lagna Fietta (Cundo Preve), Rino Zanuttini, Antonio Rossetto (Gabet), Pier Luigi Bravo (German), Gino Carucci (Ciro), Edgardo Laffranchi (Capello), Angelo Gaida, Vittorio Smania (Scarpat), Eusebio Perocchia (Manerin), Secondo Lagna Fietta (II°), Pancrazio Bravo. Da allora il Bollengo è stato protagonista in diversi campionati, dalla Terza Categoria alla Promozione.

«La rinascita dell Spurtiva - dice il sindaco Luigi Sergio Ricca – suscita un grande entusiasmo tra i giovani bollenghini, anche tra quelli che non hanno le qualità per emergere a livello competitivo ufficiale. Negli anni '70 sono proprio loro che animano il torneo Giacomo Gaglione dedicato ad uno dei fondatori ed animatore della società, cui viene intigtolato anche il campo di calcio. Al Torneo sono ammesse quattro squadre, rappresentanti diverse realtà aggregative del paese. Sono coinvolti quasi un'ottantina di giovani e meno giovani». Grande agonismo e accesa rivalità caratterizzò quel periodo che durò una trentina di anni, con una grande partecipazione di pubblico e l'attesa del torneo, che presentava squadre con nomi mirabolanti come Rapaci, Intrepidi, Completamente Tagliati Fuori, Giovani, e alimentava discussioni quasi per tutto l'anno.

«Per questo, dice ancora Ricca, abbiamo voluto inserire anche alcune immagini di quel torneo, che ha alimentato passione sportiva ma anche momenti di aggregazione giovanile significativa. Così come è stato bello ritrovare le immagini del Bollengo Calcio Femminile, che caratterizzò alcune stagioni della società, con grande partecipazione delle ragazze del paese. Oggi, paradossalmente, scomparso il Bollengo, sono proprio le ragazze, quelle dell'Endependiente Ivrea, a calcare il campo di Bollengo con il Campionato di serie C femminile, in uno stadio che negli anni abbiamo portato, con la puntuale gestione degli Amini del Calcio di Valerio Negri, ad essere uno dei più belli impianti del Canavese».

Dal semplice prato adibito a campo sportivo si passa quindi al moderno stadio. Le immagini delle diciannove gigantografie ci restituiscono l'atmosfera sportiva ma anche ci ricordano i volti, riconoscibili ai più, del calcio locale e dei nostri giovani, alcuni purtroppo prematuramente scomparsi, che rivela passione che con gli anni cresce, mentre cambiano il taglio dei capelli e mutano le mode. «Per questo le gigantografie rappresentano – conclude il sindaco Ricca – non solo la storia della nostra Spurtiva, ma anche parte della storia della nosta Comunità, e le abbiamo volute, oltre che per abbellimento dell'arredo urbano, soprattutto per fare memoria della nostra storia calcistica e della Comunità, rendendo onore ai suoi protagonisti».

La situazione pandemica ha impedito una inaugurazione come l'evento meritava: si sono però ritrovati davanti alle immagini, insieme al Sindaco, tre protagonisti per eccellanza della storia calcistica bollenghina: l'allenatore Enzo Barbero, e, per Giuseppe Alberto e Rino Zanuttini, i loro figli Alessandro e Roberto. Quando le restrizioni per il virus sanno superate e si tornerà alla normalità, il Comune organizzerà una grande festa invitando tutti i protagonisti di questa bella storia a partecipare.

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