IVREA - Un capitolo di grande rilevanza in questa edizione degli Europei di canoa riguarda i rigidi protocolli che è stato necessario mettere in atto per poter tornare a gareggiare in sicurezza e garantire agli atleti di arrivare all’evento olimpico preparati e motivati. Come spiegato dai dottori Antonio Alfano e Clara Occhiena dell'Asl To4, i protocolli prevedono misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19, che vanno da regole di carattere generale (utilizzo di mascherine, distanziamento, flussi di percorrenza distinti, igienizzazione delle mani, sanificazione) a disposizioni specifiche relative allo screening e al tracciamento di eventuali positivi. 

Per tutti i partecipanti alla manifestazione di Ivrea, anche per i vaccinati o per coloro che abbiano contratto in passato la malattia, è previsto un tampone molecolare prima dell’inizio delle gare e uno a fine manifestazione prima della partenza. Durante il periodo di gara è previsto l’esecuzione di tamponi antigenici rapidi con cadenza di 48/72 ore e, in caso di positività, l’esecuzione immediata del tampone molecolare. Il tutto sarà eseguito da personale Asl e da studenti del corso di laurea in Infermieristica dell’Università di Torino presso un hot spot allestito nella venue di gara. Questo stretto protocollo assicura una rapida identificazione di un eventuale caso positivo e il conseguente isolamento come da regolamento della manifestazione.

Spiega Luigi Vercellino, commissario dell'Asl To4: «Abbiamo ritenuto doveroso assicurare il sostegno dell'azienda per contribuire a far sì che questa importante manifestazione si svolga in sicurezza. E’ un modo un po' diverso con cui l'Asl dimostra la sua vicinanza alla comunità che, in questo difficile momento, può trarre da questo evento sportivo internazionale un’occasione di serenità e normalità». Un importante ruolo operativo nell’attuazione del protocollo anti covid della manifestazione avrà il Polo universitario di Infermieristica Officine H. 

«Una volta che l’Asl To4 ha definito gli obiettivi per ottemperare a quanto le Federazioni internazionali e nazionale chiedevano, siamo intervenuti come corso di laurea fornendo le risorse necessarie per attuare il piano - ha precisato il Direttore didattico Diego Targhetta Dur - inseriremo nei giorni di gara 10 studenti, che avranno un compito sia di sorveglianza del comportamento degli atleti sul campo di gara, sia di tracciamento e screening attraverso i tamponi. Potranno inoltre intervenire con le competenze in loro possesso su problemi di salute che si dovessero manifestare. Ritengo questo risultato un'ottima opportunità, in quanto dimostriamo di essere un attore attivo sul territorio; per gli infermieri presenti sarà un modo per mettersi in gioco, di allenarsi alle relazioni con l'utenza, in questo caso un’utenza molto particolare e piacevole come sono gli atleti, e per sperimentarsi nel gestire quei panni professionali che non sono più solo quelli ospedalieri, ma che saranno sempre più dentro la comunità».

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