Nonostante il parere positivo della Regione Piemonte e dell'Ente parco Gran Paradiso, Legambiente rinnova la richiesta di spostare il traguardo della tappa del Giro d'Italia, prevista al Serrù. L'ideale, secondo gli ambientalisti, sarebbe fermare la corsa a Ceresole Reale.

«Ricordiamo che la tappa finale e il circolo mediatico che accompagna la Corsa ciclistica Rosa, dovrebbe da programma occupare un luogo molto più in alto del paese di Ceresole Reale e lontano dalle infrastrutture, tuttora raggiunto solo da una carrozzabile che nelle domeniche estive viene chiusa per stemperare l’afflusso di auto - dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta - il frastuono dei motori di auto, camion ed elicotteri, disturberebbe gli animali del parco nel mese di maggio, stagione in cui gli stessi si trovano ancora a bassa quota a causa dell’innevamento e momento critico per gli stambecchi che devono partorire. Chiediamo quindi che il traguardo della tappa del Giro si attesti a Ceresole Reale, ai confini del Parco Nazionale».

«Legambiente è impegnata da tempo - aggiunge Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente - affinché si realizzi una mobilità meno impattante nelle zone più delicate e di valore delle nostre montagne. Il passaggio del Giro d’Italia in Valle Orco è un momento utile ed importante per tutta l’area e la scelta di fermarsi a Ceresole costituirebbe un messaggio di grande sensibilità verso l’ambiente naturale, dispiace che venga addirittura usata come ricatto per cancellare la tappa stessa».

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