«Oggi piangiamo la scomparsa di uno di noi». Così dal velodromo Francone di San Francesco al Campo hanno diffuso la notizia della scomparsa di Gian Carlo Ceruti che si è spento l'altra mattina all'ospedale di Crema, dov'era ricoverato da alcuni giorni a causa del coronavirus. Gian Carlo era stato presidente della Federazione Ciclistica Italiana dal 1997 al 2005: «Ma per noi, soprattutto, era uno di noi. Fin dai primi anni, fin da quando si cominciò a parlare della realizzazione del nostro velodromo, scoccò subito una scintilla fra lui e Carlo Martinetto e, di conseguenza, tutto il gruppo. Si capì subito che era qualcosa che andava ben oltre la condivisione di passioni e di valori comuni, si capì subito che era amicizia. Gian Carlo Ceruti credette fin dall'inizio nel sogno del commendator Francone e nel progetto del nuovo velodromo». 

Ci credette a tal punto da richiedere e ottenere dalla Federazione l'assegnazione dei Campionati Italiani al Velodromo Francone quando questo neppure esisteva, se non sulla carta. Lo promise in quel giorno di maggio del 1996, quando fu presentato per la prima volta il progetto del nuovo impianto. Promessa mantenuta, naturalmente. «Chi, del resto, avrebbe potuto dubitarne? Gian Carlo era un omone che parlava chiaro e ispirava fiducia in ogni gesto. Nel nostro album dei ricordi ci sono tante immagini che ci parlano di lui. Scegliamo l'ultima che abbiamo scattato insieme, durante la Sei Giorni di Torino 2018, con Claudio Santi e Giacomino Martinetto, un'immagine che incide nella memoria e nel cuore di tutti noi il fantastico rapporto di amicizia e di condivisione che univa Gian Carlo Ceruti al nostro gruppo». 

«Domani ricominceremo a lavorare e a sperare che tutto finisca presto, ma oggi no. Oggi ci sentiamo maledettamente soli e piangiamo la scomparsa dell'amico unendoci a tutte le famiglie che stanno piangendo la scomparsa dei propri cari in questo folle momento. Poi risaliremo in sella, ma sappiamo bene che fin dalle prime pedalate, senza Gian Carlo, la strada ci sembrerà difficile da sopportare».

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