IVREA - Sono giorni di lutto per la città di Ivrea e il mondo del calcio canavesano. Martedì 16 novembre alle ore 15 nella chiesa di San Grato in Borghetto si svolgeranno i funerali di Alessandro Stocco. Il grande ex giocatore e allenatore 86enne si è spento sabato scorso, 13 novembre 2021, all’ospedale cittadino dove era ricoverato da alcuni giorni.

Con la scomparsa di Sandro, come era chiamato da amici e compagni di squadra, il Canavese perde una delle figure storiche dello sport locale. Nato nel 1935, è cresciuto nelle giovanili del San Grato per poi diventare una bandiera dell’Ivrea calcio. Con indosso la maglia arancione, ha disputato i campionati di serie D e C, collezionando con il club eporediese più di 270 presenze e un bottino di 89 reti.

Mezzala dal dribbling ubriacante e il vizio del gol, Alessandro Stocco ha giocato anche nella Strambinese e nel Santhia, come lo ha ricordato sui social Carlo Tapparo: «Sandrino Stocco è stato uno dei calciatori canavesani più rappresentativi di tutti i tempi. Ricordare Stocco vuol dire parlare dell'Ivrea targata Olivetti che conquistò la Serie C nei primi anni sessanta mantenendo la categoria per diverse stagioni, cosa niente affatto scontata, dato il valore degli avversari. Dalla formazione arancione spiccarono il volo verso il professionismo atleti come Pietro Maroso, Biggi, Duvina, Bello, Costanzo, tra gli altri. Anche Stocco maturò la possibilità di vivere esperienze calcistiche più qualificate, ma preferì non recidere il forte legame con la squadra e la città. Giocò anche nel Chivasso (in età giovanile) e Strambinese quando, ormai al tramonto, formoò con Rossa e Cornelio un trio d'attacco da paura. Non aggiungo altro, i numeri dicono molto, le qualità dell'uomo assai di più. Rip, Sandro».

Nella stagione 2003/2004, quella dell’Ivrea calcio in serie C2, la società intitolò a Stocco la curva nord dello stadio Gino Pistoni. Ex olivettiano, lascia la moglie Dina e il figlio Fabrizio.

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