E’ stata una serata importante quella andata in scena a Prascorsano sabato 13 marzo. Molti appassionati provenienti da tutta la provincia, una qualità di alto livello la coreografia con 15 Lancia Delta, due delle quali ufficiali della factory Abarth che parteciparono ai campionati del Mondo Rally degli anni ‘80, posizionate a fare da cornice nella piazza del Municipio, pronta ad accogliere l’ospite della serata. Miki Biasion, due volte Campione del mondo Rally 1988-1989 a bordo della mitica Lancia Delta Martini.

«Mi ricordo di Prascorsano - commenta Biasion - negli anni 80 ci sono passato più volte con le gare e tornare qui come ospite, a distanza di anni, non può che farmi piacere. Soprattutto incontrare vecchi amici come i miei meccanici che abitano in zona e tanti appassionati. Segno, questo, che il Rally è ancora molto sentito». 180 persone hanno dato il benvenuto a Miki Biasion in quel di Prascorsano per presentare il suo libro, su invito di Ale Boldini. Biasion è arrivato a Prascorsano intorno alle 19 e da subito è stato disponibile con tutti gli appassionati giunti per lui, per firmare autografi e scattare foto.

Intorno alle 20 si è tenuto un buffet al Ristorante Stella Alpina, al termine del quale gli ospiti e gli intervenuti per la serata, si sono spostati nel salone comunale per l’inizio della serata vera e propria. Storie e aneddoti contenuti nel libro raccontati da Biasion e da suoi meccanici, hanno incantato il pubblico per due ore e mezza, al termine delle quali Miki si è congedato tra gli applausi e l’affetto dei suoi fans.

Il commento di Ale Boldini, organizzatore della serata: «Questa è una serata che fortemente ho voluto, per passione e per la visibilità che un Campione del Mondo Rally può dare ai nostri luoghi. Non è stato facile organizzare il tutto ma potevo contare su una squadra di gente seria e operativa che mi ha dato tutto il supporto del caso. Ringrazio i ragazzi di ACM Test, il Team Fast Driver di Busano e tutti gli sponsor che hanno creduto in me e nel progetto. Ho dedicato la serata a mio Fratello Luca che sicuramente, da qualche parte, orgogliosamente mi stava guardando».

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