RIVAROLO CANAVESE - Sono giorni decisivi per la nuova stagione sportiva. Le società di calcio sono al lavoro per la ripartenza ma restano pesanti incognite. Almeno a Rivarolo, dove la storica Rivarolese rischia di trovarsi senza uno dei centri sportivi dove si allenano regolarmente le squadre giovanili. La società ha anche avviato una raccolta firme per chiedere al Comune chiarezza. In dubbio c'è il futuro dell'impianto di via Merlo: il manto erboso (sintetico) dei campi versa in condizioni pietose. La società ha chiesto più volte in questi anni al gestore dell’impianto di intervenire, senza ottenere risposte. Già dall’inizio della scorsa stagione sportiva è stato richiesto l’intervento del Comune ma anche in questo caso senza risultati; l’ultimo piano regolatore ha oltretutto previsto che al posto dei campi venga realizzato un parcheggio.

«Attualmente l’impianto di via Merlo è chiuso in quanto il gestore ha deciso per ora di non riaprirlo viste le procedure di accesso da adottare per l’emergenza Covid - fanno sapere dalla Rivarolese - lo stesso necessità inoltre di essere sanificato e di riportare gli spogliatoi in uno stato decoroso. La Società ha sollecitato in tal senso sia il Comune che il gestore ma senza ottenere risposte. Il rischio reale è che a settembre i campi dove giocano i nostri figli rimarranno chiusi e li non si potrà svolgere alcuna attività calcistica. La società ovviamente per tutelare i bambini sta cercando di individuare dei campi alternativi nei comuni vicini a Rivarolo. In tal senso vogliamo rassicurarvi che i bambini a settembre da qualche parte li faremmo giocare. Non ci pare comunque giusto che per l’inerzia delle persone preposte i bambini della Rivarolese siano costretti a lasciare la propria casa». 

Ieri la società ha scritto una lettera al sindaco Alberto Rostagno per chiedere un incontro urgente. In parallelo è partita la raccolta firme. La Rivarolese chiede all'amministrazione comunale un impegno concreto sui campi di via Merlo e anche un master plan per il centro sportivo di via Trieste, dove è stato promesso il rifacimento dei campi entro luglio 2021. «Nel caso in cui l’incontro si dovesse sostanziare in ulteriori rimandi ad un “futuro ipotetico”, verso il quale non si abbia l’intenzione di fornire adeguate garanzie, non ci resterebbe altro che prendere atto della mancanza di un’attenzione seria alla nostre problematiche da parte dell'amministrazione - scrive il presidente Surace nella lettera a Rostagno - costringendoci a propendere verso la decisione estrema, anche se non voluta, di allargare lo sguardo al territorio circostante per trovare, come per altro accaduto ad altre realtà sportive Rivarolesi, valide alternative che soddisfino le nostre esigenze, quella dei nostri collaboratori e, soprattutto, quelle dei nostri atleti e delle loro famiglie».

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