RIVAROLO CANAVESE - Il ritmo, nella boxe, è tutto, secondo il grande pugile Suger Ray Robinson: «Qualsiasi movimento tu faccia, nasce dal cuore: o questo ha il ritmo giusto, o sei nei guai». Il cuore, ma anche grinta, passione, serietà, talento e impegno sono qualità ben presenti nei guantoni di due giovani promesse canavesane del pugilato: Gabriele Bellandi e Adele Vallero.

I due quattordicenni alfieri della Skull Boxe Canavesana, con sede a Rivarolo Canavese, sono allievi del pluricampione italiano Alessio Furlan e si sono messi in luce sul ring con una serie di prestazioni da applausi fino a conquistare con merito la maglia azzurra. 

Con i suoi 54 chilogrammi di muscoli e agilità, il volpianese Gabriele Bellandi, dopo aver vinto il torneo nazionale giovanile Mura (schoolboy, schoolgirl e youth) questa primavera, è già sicuro, forte delle sue 10 vittorie in 10 match disputati, della convocazione in Nazionale per gli Europei di categoria in programma dal 10 al 22 agosto in Turchia.
Insieme a lui potrebbe esserci anche la salassese Adele Vallero, che ha tenuto alto l’onore della Skull Boxe Canavesana e dell’Italia in alcuni match in Polonia. Ottime performance frutto di una crescita esponenziale che le sta spalancando le porte della Nazionale. Di recente si è anche allenata con Irma Testa, bronzo a Tokyo 2020 e prima donna pugile italiana a partecipare a una Olimpiade in occasione dei Giochi di Rio De Janeiro. 

«Sono stati due anni molto difficile a causa del covid – spiega Alessio Furlan – Sono molto soddisfatto di questa ripartenza e di quanto stanno facendo Gabriele e Adele. Si parte dai giovani sempre per creare un bel gruppo. Gabriele Bellandi arriva dal Judo ed è ormai una certezza. Sono sicuro che in Turchia agli europei gareggerà per la medaglia d’oro. Adele Vallero invece è con noi da 6-7 anni e ha cambiato marcia negli ultimi 3 mesi. La sua crescita sportiva ci rende ancora più orgogliosi. E’ l’atleta che ogni maestro vorrebbe avere. E’ arrivata piccolina in palestra con tutte le tue incertezze e paure e ora a 14 anni ha vestito la maglia azzurra in Polonia! Un grazie va ai genitori che si sono sempre fidati di me e della Skull boxe. E’ l'esempio per i giovani di oggi: al posto di stare a casa col telefonino in mano e guardare Tik Tok, è venuta a giocare e divertirsi e poi allenarsi con serietà. E’ la prova che tutto si può fare, basta volerlo e ascoltare chi ti dedica del tempo e che ti fa amare la boxe».
 

Galleria fotografica

Articoli correlati