CHIVASSO - Il trail. Un’esperienza da assaporare appieno in mezzo alla natura. Tra salite dure e discese da affrontare a perdifiato. Sovente con incoscienza e senza remore. Spremendo il proprio corpo e le proprie energie mentali. Ma lo striscione del traguardo come per magia spazza via le fatiche e le sofferenze dei chilometri macinati. L’edizione 2020 del Trail delle Colline a Chivasso ha permesso a tanti appassionati, esperti e novizi, di vivere una giornata di sano sport e divertimento. C’è chi si è avvicinato al mondo trail per la prima volta proprio in occasione dell’appuntamento che si è snodato sulle colline chivassesi. Parliamo di Enrica Tomei, conosciuta in ambito sportivo come “La Tommy”, swimrunner internazionale che ha affrontato il percorso da 15 km con l’entusiasmo e la passione travolgente che la caratterizzano ogni qual volta si allaccia le scarpette. 

Un incontro nato quasi per caso: “Il mio avvicinamento al Trail delle Colline è stato abbastanza singolare. Avevo voglia di cimentarmi in questa disciplina per affinare la mia preparazione ai prossimi impegni ed ero alla ricerca di una gara non particolarmente lunga. Essendo alla prima esperienza in un trail vero e proprio non sapevo come avrei reagito fisicamente e come gestire le energie. Tramite un amico che si era già iscritto sono venuta a conoscenza di questo evento, ho preso tutte le informazioni del caso, mi sono armata e sono partita insieme a lui per questa avventura”. E l’entusiasmo contagioso con cui “La Tommy” ne parla fa capire che la scelta per il suo primo trail è stata più che azzeccata. “Mi sono divertita come una bambina al parco giochi. Non sono un’amante delle salite anche perché dalle mie parti l’unico strappo, se così si può chiamare, è un cavalcavia vicino casa, ma quando la strada inizia a scendere mi ci fiondo a capofitto. Il percorso del Trail delle Colline era davvero bello, tortuoso e faticoso, ma allo stesso tempo elettrizzante. La fortuna mi ha strizzato l’occhio perché ha voluto che i pezzi fangosi dovuti alla pioggia della sera precedente fossero tutti in salita, mentre le discese erano scorrevoli e senza intoppi”.

Una soddisfazione generata anche dal contorno della gara chivassese. “Io corro e nuoto esclusivamente per divertirmi e al Trail delle Colline mi sono davvero trovata a mio agio. Sono stata felicemente sorpresa nel trovare che la gara era interamente strutturata nel verde della collina. In un anno così difficile è stato bello potersi godere una giornata di questo tipo. E’ stata una piacevole scoperta aver visto runner correre assieme ai propri cani. E poi che bello vedere tanta gente che si è goduta la natura, anche solo con la camminata. E’ stata una giornata che ricorderò davvero con piacere. L’organizzazione è stata pressoché eccezionale, il percorso era segnato in maniera perfetta, il che per una come me abituata a perdersi sovente è stato una manna dal cielo, e poi c’erano tantissimi volontari sul tracciato che non hanno fatto mai mancare il loro sostegno. Un’esperienza assolutamente da ripetere! E chissà che nel 2021 non mi cimenti nella prova da 28 km...”.

A fine gara “La Tommy si è fiondata a caccia di un ristorante tipico piemontese, perché come dice lei “il bello di fare tutta questa fatica è quello di poter poi sedermi a tavola e gustarmi le specialità del posto”. La sua prima volta a Chivasso non l’ha affatto delusa, chiudendo il pranzo con il tanto desiderato bunet: “Potevo mica tornare a Milano senza averlo mangiato”.

Per Enrica Tomei l’approccio con la corsa è stato particolare: “Ho iniziato a correre nel 2014 quasi per caso. In occasione della Relay Marathon, la staffetta non competitiva per squadre di 4 persone che si corre a Milano, ho dovuto sostituire all’ultimo momento un’amica. E’ vero che mi allenavo in palestra e qualche sgambata sul tapis roulant non mancava mai, ma da qui a correre per strada ce ne passa. Ho accettato di partecipare a patto che mi facessero correre l’ultima frazione, quella più breve, ma passo dopo passo ho sentito dentro di me un’energia pazzesca e non mi sarei voluta fermare. Diciamo che è stato amore a prima vista. Da quei 9 km è partita un’avventura entusiasmante che mi ha fatto conoscere tanta gente: lo sport ti regala amicizie che ti restano tutta la vita. Checché se ne dica di ogni a causa del doping, lo sport per me è sinonimo di ambiente sano e gente sana. E dire che per anni ho preso in giro mio padre, anche lui un runner, per tutte le volte che lo vedevo andare a correre”. Da quel momento in poi è stato un’escalation di sfide. Manca una sola gara per arrivare a quota 30 half marathon, mentre delle 10 km si è perso il conto.

Lo swimrun, invece, è entrato nella vita di Enrica, pugliese doc, ma milanese d’adozione, nel 2017. E anche in questo caso la passione è stata folgorante. “Nel 2016 ho avuto un problema al ginocchio che per qualche tempo mi ha costretta ad allenarmi esclusivamente in piscina. Essendo il nuoto una delle mie grandi passioni mi sono tuffata alla ricerca di una disciplina che comprendesse anche la corsa. L’Epifania del 2017 l’ho passata partecipando a una gara a Noli, in Liguria,“In3pid swim&run”: 600 metri a nuoto e 4 km di corsa. Mi sono classificata terza di categoria. Dopo quella gara, che ogni anno immancabilmente mi vede al via, è scoccata la scintilla e l’incontro con gli amici dello Swimrun Cheers, la mia attuale società, ha fatto definitivamente decollare la mia passione”.

Per una tosta e maldisposta allo stare ferma come “La Tommy” non è stato facile affrontare sia il primo che l’attuale lockdown. La sua inesauribile energia l’ha portata a superare tutte le difficoltà del caso per allenarsi: “Corro attorno al palazzo dove abito, ma mi manca tantissimo il poter nuotare. Nel primo lockdown mi alzavo anche alle 4.30 del mattino per evitare gente e problemi vari visto che noi runner eravamo visti come untori. Nel condominio mi prendono per matta nel vedermi fare esercizi di potenziamento e propriocezione in giardino. Sono esercizi noiosi, ma fondamentali per evitare le ripercussioni a livello fisico che comporta uno sport come la corsa. Li ho apprezzati con il tempo sulla mia pelle: una linea di allenamento dettata dal mio coach Riccardo Palumbo e dal mio preparatore atletico”.

“La Tommy” sembra davvero non fermarsi mai. Così come non ci si stanca a sentirla raccontare aneddoti e passioni. E dire che ci racconta tutto questo mentre si sta allenando in bicicletta. Un fiume in piena contagioso che si può riassumere con una citazione di Alex Zanardi diventata un monito per la portacolori della SwimrunCheers: “Ci si può drogare di cose buone e una di queste è certamente lo sport”.

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