CASTELLAMONTE - «Non si vince niente». E' il mantra-ritornello di Vincenzo Parla, infaticabile anima organizzativa del «Mamma Ale»: senza dubbio, da 13 anni a questa parte, uno degli appuntamenti più attesi e partecipati dell’estate canavesana. In realtà, al netto dei numeri che raccontano il successo di un'iniziativa che ha visto negli scorsi giorni scendere in campo all'oratorio di Castellamonte 106 squadre totali nei tornei di pallavolo e calcetto, si vince eccome. Si vince qualcosa di più prezioso di una medaglia o di una coppa sollevata al cielo con la rotonda Antonelliana sullo sfondo. Il premio principale è proprio nel sorriso sornione di Vincenzo, nell'impegno e passione dell'affiato staff degli organizzatori. E' soprattutto negli occhi felici delle centinaia di ragazzi, ragazze e persone che giocano, stringono amicizie, si incontrano, fanno festa, dimenticano un po' il cellulare e condividono pomeriggi e serate destinare a diventare ricordi piacevoli e indelebili.
«Quando il rumore della festa lascia il posto al silenzio, il cuore comincia a parlare - commentano don Angelo Bianchi e gli organizzatori del Mamma Ale - Quando si spengono i riflettori, i campi tornano silenziosi, gli applausi si affievoliscono e le voci della festa lasciano il posto a un silenzio quasi assordante. È un momento particolare, nel quale può affacciarsi anche un po' di malinconia. Eppure è proprio in questo silenzio che comprendiamo ciò che davvero rimane. Un evento non si misura soltanto dal numero dei partecipanti o dall'entusiasmo di alcune serate, ma dal bene che continua a vivere quando tutto sembra finito. C'è un ricordo che non si spegne, perché continua a trasformarsi in bene. Il Memorial Mamma Ale non è soltanto un torneo sportivo, ma una testimonianza concreta di come l'amore possa vincere anche il dolore. Nel ricordo di Alessandra, ogni partita diventa un gesto di fraternità, ogni sorriso una promessa di speranza, ogni stretta di mano il segno che il bene continua a generare altro bene. Troppo spesso si pensa che sostenere un oratorio significhi semplicemente fare un'offerta alla Chiesa. È una visione riduttiva, che non rende giustizia alla sua vera missione. L'oratorio è una casa aperta, non solo ai credenti, ma a tutti gli uomini e le donne di buona volontà. È un luogo dove si cresce insieme, dove lo sport diventa scuola di vita, educa al rispetto, all'amicizia, al sacrificio, alla lealtà e alla solidarietà. Ogni ragazzo che trova nell'oratorio un ambiente accogliente è un giovane in meno esposto alla solitudine, all'indifferenza e alla violenza. Ogni educatore, allenatore e volontario offre tempo, passione e competenze perché nessuno si senta escluso. È un servizio silenzioso, spesso nascosto, ma di un valore immenso per l'intera società. Chi aiuta un oratorio contribuisce a costruire una società più umana. Contribuisce a far crescere cittadini responsabili, giovani capaci di rispetto, adulti disponibili al servizio, famiglie che non si chiudono nell'isolamento. Naturalmente l'oratorio non è l'unico luogo in cui questo accade. Sarebbe ingiusto affermarlo. Esistono associazioni, gruppi sportivi, realtà culturali, organizzazioni di volontariato e tante persone che, con passione e gratuità, educano al bene comune. Tutte meritano stima, sostegno e riconoscenza. Non sono concorrenti tra loro, ma alleati. Quando un territorio possiede luoghi che promuovono cultura, solidarietà, legalità e attenzione agli ultimi, tutta la comunità cresce».
«Il Memorial nasce proprio da questa convinzione: trasformare un ricordo in un'occasione di vita - conclude don Angelo Bianchi - Sul campo si impara il rispetto degli altri, che l'avversario non è un nemico, ma qualcuno che ci aiuta a dare il meglio di noi stessi; che la vittoria ha senso solo se accompagnata dal rispetto; che anche una sconfitta può diventare una lezione di umiltà e una possibilità per ricominciare. Per questo il Memorial appartiene a tutta la comunità. Appartiene a chi gioca, a chi organizza, a chi fa il tifo, a chi offre il proprio tempo, a chi sostiene l'iniziativa con un contributo, ma anche a chi semplicemente sceglie di esserci. Perché ogni gesto, anche il più piccolo, contribuisce a costruire qualcosa di grande. Sostenere il Memorial e l'oratorio non significa finanziare un'attività qualunque. Significa investire nell'educazione dei giovani, nelle famiglie, nella costruzione di una comunità più unita, più solidale e più umana. Significa credere che il bene, quando è condiviso, possa davvero cambiare il mondo, una persona la vita stessa. Quando il sipario cala e il silenzio ritorna, resta una certezza. Il Memorial Mamma Ale non termina con l'ultima partita. Continua nei legami che ha creato, nell'entusiasmo dei ragazzi, nella gratitudine delle famiglie, nella dedizione dei volontari e nella speranza che ha saputo accendere. Il ricordo di Alessandra continua così a vivere, non come un'immagine custodita nella memoria, ma come una presenza che invita tutti a fare il bene. Perché una vita donata non finisce mai. Continua nei gesti di chi ama, di chi serve, di chi educa e di chi costruisce, ogni giorno, un mondo un po' più bello. E forse questo è il dono più grande che il Memorial ci consegna: ricordarci che l'amore non si misura dal tempo che passa, ma dal bene che continua a generare. Quando un ricordo diventa servizio, il dolore si trasforma in speranza. E la speranza, condivisa, diventa il futuro di un'intera comunità».
«Un grazie enorme va a don Angelo, a tutti i partecipanti e al team degli organizzatori - aggiunge Vincenzo Parla - Solo tutti insieme si riesce a realizzare un evento speciale come il Mamma Ale». Una menzione finale la meritano le squadre che hanno vinto i tornei di calcio e pallavolo del Mamma Ale 2026. Sprit e Sport ha vinto il torneo misto di pallavolo. Nel volley femminile hanno trionfato le ragazze di Carlito's Jeans. Primo posto nel calcio a 5 over 35 per la Pizzeria Jolly. Vagabondo Spettinato si è aggiudicato il torneo di calcetto Classico. Il team Antony Morata si è piazzato al primo posto nella categoria 2010/11. L'Atletico ma non troppo ha vinto tra i 2012/13. I Marotta Boys hanno trionfato tra i 2014/15. La squadra Bar Roma è salita sul gradino più alto del podio tra i 2016/17. Il successo nei torneo dei rigori, infine, è stato appannaggio della formazione Schillaci Event.













