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CUORGNE' - Non è mica da un calcio di rigore che si giudica un giocatore. Un giocatore, recita la celebre canzone di Francesco De Gregori, lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia. Una strofa perfetta per l’Italia del Walking Football che a fine giugno ha conquistato un prestigioso e storico secondo posto alla prima edizione dei Campionati Europei UEFA di calcio camminato. La Euro Cup 2026 si è disputata al Colovray Sports Centre di Nyon, in Svizzera. Gli azzurri si sono arresi soltanto ai calci di rigore nella finalissima contro la Croazia. Grande protagonista nella nostra nazionale è stata la canavesana, Mara Perino, che ha indossato anche la fascia da capitano del team italiano.

La competizione, organizzata dalla UEFA nell’ambito delle proprie iniziative dedicate a sostenibilità, salute, benessere e inclusione, ha visto confrontarsi otto rappresentative nazionali: Italia, Croazia, Germania, Scozia, Spagna, Portogallo, Grecia e Repubblica Ceca. Ogni selezione era formata da nove atleti, con una formula pensata per valorizzare la partecipazione sia maschile che femminile e promuovere uno sport capace di coniugare attività fisica, socialità e fair play. Guidata dal tecnico Luigi Martinoli e dal team manager Roberto Boglietti, la Nazionale italiana era composta oltre che dalla cuorgnatese Mara Perino, da Francesca Benigno, Paola D’Angieri, Maria Cristina Kilan, Ciro Cofano, Massimo Linarello, Giovanni Mazzarella, Marco Ramella e Roberto Rosati, con il supporto del medico Antonello Perucca.

E' un argento che vale oro quello conquistato dalla canavesana Mara Perino e dai suoi compagni di Nazionale: «E' stata un'esperienza bellissima, anche se perdere la finale ai rigori, sportivamente parlando, brucia ancora un po'. E' una grande soddisfazione vedere che il movimento del Walking Football è in crescita e in continua evoluzione. Il calcio camminato è sempre più seguito, come conferma anche l'interesse dell'Uefa che ha organizzato questo primo campionato europeo a Nyon, dove ha la sua sede». L'Italia ha steccato l'esordio perdendo di «corto muso» contro la Germania, dopo aver colpito tre pali, ma poi non si è più fermata fino alla finale. Prima il 2-2 pirotecnico contro la Spagna, poi la vittoria di misura sul Portogallo e quindi l'impresa contro la favorita Scozia, battuta 2-1 in una semifinale al cardiopalma.

«Ogni selezione era composta da 9 giocatori, di cui 4 donne: due sopra ai 55 anni e due sopra ai 60 anni. Più 5 uomini over 60 - spiega Mara Perino - In ogni match misto, almeno due giocatrici dovevano essere sempre in campo. Il mister ha scelto spesso e volentieri la sottoscritta e la portiera, Francesca Benigno, che è formidabile. abbiamo giocato su un campo in erba naturale con due tempi da sette minuti e mezzo. Indossare la fascia da capitano e quella maglia azzurra, con sulle spalle la scritta "L'Italia chiamò", è un "marchio" che ti resta sulla pelle. Non lo dimenticherò mai. E' stata un'avventura fantastica. L'organizzazione è stata perfetta. E' stata una vera e propria festa dello sport. Si è creato all'interno del nostro team un bel gruppo unito di amici. Questo ha fatto la differenza. A distanza di quasi un mese dalla fine della Euro cup '26 ci sentiamo ancora via telefono».

C'è un nuovo sogno per la capitana del Valchiusella 1999, Mara Perino: l'Europeo femminile di Walking Football a novembre ad Alicante: «Ho già affrontato un provino per la convocazione in azzurro a Novarello. Sarebbe bello esserci in Spagna, ma la concorrenza è davvero agguerrita. Io ci spero. Un grazie enorme lo devo alla mia squadra il Valchiusella 1999 e al nostro presidente e allenatore Antonello Mabritto. Se sono arrivata fino a qui è merito loro, che mi hanno fatto conoscere questo sport. Un doveroso ringraziamento va poi alla mia famiglia che mi supporta e segue sempre. Sono i miei primi tifosi».