RIVAROLO CANAVESE - Nel Canavese della pesca agonistica è accaduto davvero. Prima la Valtellina, dove l’Italia ha conquistato il Campionato del mondo di trota con esche artificiali da riva dominando la scena internazionale. Poi Pontremoli, appena una settimana più tardi, dove sono arrivati nuovi successi a certificare che non si tratta di episodi, ma di un movimento capace di restare stabilmente ai vertici.
Il punto di partenza resta il Mondiale. Un trionfo azzurro costruito con autorità e impreziosito da un podio che parla anche canavesano. Enrico Bollero ha conquistato l’argento iridato, Andrea Giganti il bronzo mondiale, mentre nello staff tecnico Riccardo Gandiglio ha accompagnato la spedizione italiana verso un risultato entrato nella storia della disciplina. Un’impresa che avrebbe già avuto il sapore della favola. E invece era soltanto l’inizio.
Le acque di Pontremoli hanno regalato un’altra pagina da ricordare. Andrea Giganti ha aggiunto un nuovo titolo alla propria carriera laureandosi campione italiano a squadre con la Sampei di Brescia insieme al neo campione del mondo Davide Nedrotti. Un tricolore pesante, costruito attraverso equilibrio, precisione e compattezza. A rendere ancora più preziosa la settimana della pesca canavesana è arrivato anche il secondo posto della Garisti Rivarolo, risultato di grande spessore firmato da Enrico Bollero e Riccardo Gandiglio insieme a Stefano Sala e al pinerolese Daniele Galliano.
Dietro medaglie e classifiche resta però soprattutto la cultura di questo sport. «Sono felice e portare il tricolore mi riempie di orgoglio - afferma Gandiglio - ai ragazzi dico: sacrificio e passione, poi i risultati arrivano». Bollero apre invece una finestra su una realtà spesso poco conosciuta: «La pesca sportiva non gode di nessun aiuto, è l’antitesi del calcio. Noi atleti ci autofinanziamo e salire sul tetto del mondo ha un valore etico che solo chi vive di passione può comprendere». Andrea Giganti resta fedele al proprio stile, essenziale e diretto: «Il Canavese è terra di umiltà e sacrificio. E tanta passione. Questo portiamo in gara e questo vogliamo trasmettere ai giovani».
Poi arriva il pensiero dedicato alla Sampei di Brescia e ai compagni di squadra: «Aggiungere un pezzo a un meccanismo già perfetto è un’enorme responsabilità. L’obiettivo era incastrarsi nel modo giusto senza rompere l’armonia di un team già vincente. Questa vittoria dimostra che il lavoro ripaga sempre. Oggi festeggiamo insieme un grande traguardo. Bravi ragazzi, siete forti».
Parole che valgono quasi quanto una medaglia e che diventano il ritratto di un ambiente abituato a crescere senza clamori. Un omaggio rivolto a Davide Nedrotti, Luigi Salvetti, Cristian Bianchi e Alessandro Piroia, compagni con cui Giganti ha condiviso il titolo italiano. Tra Mondiali e tricolori, la pesca canavesana continua così a lasciare il segno. Non cerca ribalte né scorciatoie. Preferisce affidarsi all’acqua, alla tecnica e alla forza della passione. E quando arrivano risultati come questi, l’eco supera i torrenti e corre lontano. (Amos Moschini)














