BAIRO - La procura di Ivrea non ha concesso il via libera al funerale di una pensionata 90enne morta alla casa di riposo di Bairo. Il medico legale dell'Asl To4, visto il delicato momento dovuto all'emergenza sanitaria, ha chiesto di poter effettuare il test del tampone prima di autorizzare la sepoltura dell'anziana. Al momento risulta almeno un caso di covid-19 nella casa di riposo del paese. La procura ha quindi deciso di effettuare il test sulla pensionata deceduta per scongiurare la possibilità di contagio dal momento che, purtroppo, in molte altre strutture per anziani del Canavese il coronavirus si è diffuso rapidamente tra numerose persone, siano essi ospiti o personale. La procura sta valutando anche il numero di decessi degli ultimi tre mesi per capire se esistono anomalie numeriche da quando è scattata l'emergenza covid-19.

Quello delle case di riposo è un capitolo molto delicato, soprattutto in Piemonte. «Le nostre strutture operano da circa un mese in condizioni di emergenza, come del resto tutto il sistema sanitario. Credo sia ingeneroso, oltre che scorretto e intempestivo, scaricare sulle strutture - anche a livello mediatico - le responsabilità di una tragedia che colpisce tutti». Lo ha affermato ieri all'Ansa Paolo Spolaore, di Confindustria Piemonte Sanità. «In tutto il Piemonte ci prendiamo cura di circa 50mila persone e stiamo operando nel massimo rispetto delle linee guida regionali. Un vero screening ancora non è stato fatto - spiega - perché non è stato possibile fare tamponi su larga scala. È necessario svolgere un approfondimento su tutta la popolazione presente nelle strutture sia ospiti sia personale dipendente».

Alcune strutture sono finite nel mirino della magistratura: «Non mi permetto di entrare nel merito di situazioni che non conosco direttamente - commenta Spolaore - vorrei però sottolineare che le Rsa svolgono un ruolo prezioso, indispensabile al welfare del nostro Paese. Vorrei quindi fare un appello alle istituzioni, ai sindacati e ai famigliari dei nostri ospiti: tutti insieme lavoriamo per combattere il vero nemico, il virus».

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